“La scena neofolk è un uccello morto. È finita. E dovrebbe rimanere ferma. Se guardo alle nuove band del genere, cosa che faccio raramente per mia fortuna, è solo una massa noiosa e senza ispirazione.” (Albin Julius)

Chissà cosa avrebbe pensato il compianto Albin Julius ascoltando il recente lavoro de L’Amara. Pur concordando con lui sulla fine della scena neo-folk, ciò non impedisce che possano ancora emergere opere degne di attenzione come In Vino Veritas de L’Amara. Julius adorava Aurora degli Ain Soph e, con i debiti distinguo, qui si respira un’atmosfera simile, immersa in fumose osterie, inni a Bacco e abbondanti sorseggi di vino rosso. Proprio al nettare di Bacco è dedicato il nuovo album de L’Amara, intitolato In Vino Veritas (lo stesso titolo di un brano degli Scorpion Wind di Douglas P., Boyd Rice e John Murphy), pubblicato dalla SPQR. La traccia iniziale, In Vino Veritas, introduce all’atmosfera di ciò che ci accingiamo ad ascoltare. Vista la tematica trattata, non poteva mancare una cover de “Il vino” di Piero Ciampi, interpretata da Giovanni Leonardi alla voce, accompagnato dalla chitarra acustica e dalla fisarmonica. Durante l’ascolto, si avverte vividamente di trovarsi all’interno di un’osteria nella Bassa Padana, avvolti dalla nebbia e dal freddo, mentre ci si scalda sorseggiando un eccellente bicchiere di vino rosso (o forse più d’uno). Ecco poi l’intensa e coinvolgente “Osteria della Morte” e la malinconica ballata acustica “Sul Bordo Di Un Bicchiere,” con la voce di Vido Emanuel in primo piano. “Giudicato e proscritto” trasmette un suggestivo sentimento oscuro, mentre con “Y te diro por què” di Vinz Aquarian le sonorità si trasformano avvicinandosi a ritmi sudamericani. Non manca nemmeno la cover di “Ma mi…” di Giorgio Strehler (con musica di Fiorenzo Carpi), una canzone storica in dialetto milanese che, nelle intenzioni di Strehler, trattava della Resistenza, non solo contro il nazi-fascismo, ma anche della resistenza a non tradire, a non fare delazioni, a opporsi e saper dire no, definendo la canzone un canto post-partigiano. Infine, “Quan’e’ finito il vino” chiude il disco con campionamenti della voce di Alberto Sordi. Consiglio di ascoltarlo rigorosamente in compagnia di una bottiglia di Barbera.