Il 2023 è decisamente stato un anno d’oro per Vlimmer – aka Alexander Leonard Donat – giacchè, prima della sua conclusione, ha pubblicato un nuovo Ep dal titolo Mehrschöpfung che segue di pochissimo Zerschöpfung, già segnalato sulle nostre pagine. Poiché ce ne occupiamo – e ne parliamo – da tempo con interesse, non staremo qui a descrivere ancora una volta le caratteristiche dello stile di questo musicista e produttore prolifico e attivissimo sulla scena europea sotto molti profili: esperienza e mestiere gli consentono infatti di ‘spaziare’ e combinare elementi sonori diversi in modo unico e innovativo, rispecchiando vari e differenti stati d’animo, ai quali sono associate soluzioni spesso originali e valide. Diventa quindi la norma ritrovare nella musica del tedesco atmosfere ricche di emozioni eppure fortemente strutturate, ove nulla è lasciato al caso: a nostro avviso, questo accade anche nel nuovo Mehrschöpfung. L’opener “Rückflut” è forse il brano più insolito: il contesto onirico e sfumato, il canto gentile quanto remoto, la sottile malinconia soffusa sono le sue principali qualità. La traccia seguente, “Luftmangel”, si sposta su sostanziose sonorità elettroniche, potremmo dire di stampo EBM con ritmica pulsante – ma aleggiano, a una distanza non troppo lontana, l’‘aura’ tedesca anni 70 e forse anche la lezione dei Kraftwerk – e la melodia e la parte vocale sono davvero deliziose; “Körpesuche” esplora ulteriormente paesaggi più aspri a tinte ‘industriali’ prima che la successiva “Stirnseite” riporti infine suoni luminosi e nostalgici in uno scenario delicato ma brioso. In conclusione, troviamo i rumorismi e la tensione della strumentale “Trotzmacht” e l’ispirazione eclettica di “Höhenluft” ove ambient e techno sembrano confluire nel più singolare dei connubi, degno finale di un piccolo disco godibile e interessante.