In una dimensione insondabile e dimenticata, risplende l’opera avvolta nell’ombra di Samael von Martin, il polistrumentista il cui nome riverbera tra i meandri del tempo come un eco funesto. Conosciuto per i suoi sinistri rituali sonori, che permeano le tenebre con una malia oscura, Martin ha tessuto la sua tela musicale attraverso innumerevoli incarnazioni, tra cui gli Evol, Satanel, Negatron, e Death Dies, il cui solo accenno fa rabbrividire l’anima più coraggiosa. Ma è con Mater A Clavis Imperat che Martin evoca le forze più oscure e ancestrali. Dopo un’epopea di contorsioni temporali e riti proibiti, Mater a Clivis Imperat ha finalmente risposto all’invocazione, emergendo dallo sconfinato abisso con l’incantevole Atrox Locus, un’offerta che, già da un anno, risuonava come un sinistro lamento nelle orecchie degli iniziati. La sua venuta segna un punto di svolta nell’oscuro panorama sonoro locale, una presenza che si erge con la maestà di un antico demone risvegliato dalle sue catene millenarie.

Elisa Montaldo tastiere

Il nuovo opus, C. Occulta, si erge come una torre solenne nel panorama delle arti oscure, una maestosa dimora del terrore sonoro che rapisce l’anima di chiunque osi avvicinarsi. Con una tensione rituale che evoca antichi riti dimenticati, ogni nota si staglia nell’aria come un richiamo ancestrale, risvegliando poteri sopiti e segreti celati tra le pieghe del tempo. Invita gli ascoltatori temerari a varcare la soglia tra il conosciuto e l’ignoto, immergendosi in un abisso di suoni che non può essere ignorato né dimenticato. Ogni traccia, come una runa incisa su un antico papiro, si svela lentamente, rivelando frammenti di verità nascoste e portando alla luce misteri indecifrabili. È come se ogni nota fosse un sigillo, un sigillo pericoloso, pronto a scatenare forze primordiali e segreti arcani che giacciono sepolti sotto la maschera della realtà ordinaria. C. Occulta non è solo un album, è un portale, un portale verso l’ignoto, verso la magia stessa della musica che, come un incantesimo irrevocabile, cattura l’anima e la trascina in un regno di suggestione e meraviglia. In questo regno inesplorato, ogni armonia è un filo di luce nel buio, un riflesso fugace della grandezza cosmica che si nasconde dietro il velo della percezione umana. Le melodie intrecciate si librano nell’aria come serpenti di fumo, danzando tra le ombre dell’inconscio e sussurrando antiche verità agli orecchi attenti. In questo mondo di mistero e meraviglia, ogni nota è un mantra, un’invocazione al divino e all’ignoto, che risuona nell’anima dell’ascoltatore come un richiamo primordiale. Così, mentre le note si dissolvono nell’oscurità, l’ascoltatore è trasportato in un viaggio senza tempo, un viaggio attraverso le profondità dell’anima e le altezze del cosmo, dove la musica stessa diventa il veicolo per la trasformazione e l’illuminazione. In questo regno di incantesimi e incognite, C. Occulta brilla come una stella nel cielo notturno, guidando coloro che osano seguirne il richiamo verso l’infinito e oltre.

Wally Ache fretless bass

Quest’opera evoca le ombre di gruppi oscuri e antichi, come il richiamo di un’antica entità risvegliata da un sonno millenario. I riverberi di Jacula, Goblin, Antonius Rex e Devil Doll si mescolano nell’atmosfera tetra e misteriosa di questo disco, creando un’esperienza musicale che si insinua nell’anima come un veleno subdolo. È una danza tra le tenebre, un’odissea attraverso i labirinti sinistri della mente umana, dove le melodie si contorcono e si intrecciano come serpenti velenosi. Intriso di misticismo e fascino proibito, questo album è un invito seducente per coloro che cercano il sacro nell’arte del suono. È un richiamo inesorabile verso reami ignoti e paesaggi sonori che sfidano con audacia le leggi della realtà. La sua trama intricata, tessuta con maestria oscura, conduce l’ascoltatore attraverso territori ignoti e inesplorati, offrendo un’esperienza sonora che va oltre i limiti della comprensione umana. Chiunque si azzardi in questo viaggio avrà la sua percezione distorta, trasportato in un regno sconosciuto, dove le voci delle ombre e i sussurri delle antiche entità risuonano nell’aria densa. È un viaggio che non conosce ritorno, un’immersione nelle profondità abissali della psiche, dove la musica stessa diventa un portale per la rivelazione e la perdizione. In questo regno avvolgente e enigmatico, l’ascoltatore si trova immerso in un turbine di suoni e sensazioni, catturato per sempre dalla magia nera di C. Occulta.

Samael von Martin

In conclusione, C. Occulta si erge come un’offerta musicale in grado di fondere con maestria il mistero e la potenza delle note oscure, tessendo un incantesimo che va al di là del semplice ascolto. Quest’opera si manifesta come un viaggio sonoro affascinante attraverso le profondità dell’ignoto, dove l’ascoltatore è catturato da una magia che sfida ogni razionale spiegazione. La sua capacità di incantare e terrorizzare allo stesso tempo rivela un’entità musicale che si materializza nel cuore delle tenebre, come un richiamo enigmatico che trascina l’uditorio verso dimensioni inesplorate. Ogni traccia si presenta come un varco verso mondi sconosciuti, immergendo l’ascoltatore in atmosfere dense di mistero e suggestione, dove l’incrocio tra elementi ritualistici e la potenza delle composizioni crea una sinfonia che supera i confini della consuetudine. C. Occulta si rivela così non solo come un album da ascoltare, ma come un’esperienza da vivere appieno, dove la musica diventa un veicolo di esplorazione delle profondità dell’anima umana, portando chi si avventura in questo viaggio verso la rivelazione e l’oscurità primordiale.