Non si può scindere la musica di Marco Giambrone, Artista provetto, dalle immagini che essa evoca. E dai sentimenti profondi che esse, le immagini che via via assumono i contorni netti di una storia, suscitano.

My blurry life conta otto canzoni interpretate magnificamente da un insieme coagulatosi naturalmente attorno al creatore del progetto; eleganti, assorte, mai urlate, d’una compostezza fine che oggidì è materia rarissima. La bellezza delle voci che s’inerpicano al cielo possiede la forza della determinazione, sollevandoci con esse. L’epica notturna dei Goldfrapp degli esordi, i Mazzy Star fermi sul ciglio della strada che attraversa il deserto, stringendosi per vincere il freddo calato repente assieme alle tenebre, Andy Mckay che porta alle labbra il suo strumento, assorto osservando il cielo cangiare colore, giunto all’ora del tramonto che pare infinito, Bates e Trench che percorrono la campagna umida di pioggia, affondando gli scarponi nel fango. Ispirazioni. Frammenti. Ombre che scivolano pigre sulla sabbia rivelando forme e rughe, un soffio di vento che trascina via foglie ed illusioni. L’intimità che diventa usbergo dietro il quale ripararsi dalla bruttura, dalla perfidia. Giambrone coordina, scrive, organizza, ma My blurry life è opera corale ove ogni singolo talento concorre all’esposizione, ognuno elargendo senza risparmio le proprie sapienze e le proprie virtù, non facendone però scialacquo.

My blurry life è un disco da conservare gelosamente, come quelle pagine della nostra memoria accuratamente piegate e custodite nel taccuino, da trarre quando l’anima vacilla, sfilacciandosi sotto i colpi del Fato. Quando dobbiamo farci forza e non possiamo contare su nessuno o su pochi. Solo le anime insensibili non possono (e non devono, perché la lorderebbero), comprendere la grandezza di questo magnifico disco.

Per informazioni: https://totenschwan.bandcamp.com/album/tsr-138-my-blurry-life
Email: https://silentcarnival.bandcamp.com/album/my-blurry-life