L’influenza della scuola italiana è palese, ed E.N.L.D. è l’ennesima opera che si adegua a temi indagati in passato da Jacula e Goblin e dalle firme di Ortolani e Frizzi, per limitare la citazione a sole due coppie. E che l’autore sia uno straniero non meraviglia affatto, essendo noto il riconoscimento tributato ai nostri connazionali sopra tutto oltre confine, ove simili manifestazioni venivano accolte senza che su di esse pesasse il dazio del giudizio conforme a regole imposte.

Juuso Peltola (Lord Vrajitor, Vechi Vrajitor) è polistrumentista finnico noto negli ambienti per la sua militanza in oscure formazioni quali Musta Risti, Argenthorns, Warmoon Lord e sopra tutto Old Sorcery, queste due sigle detenute in esclusiva, impegnato prevalentemente a chitarre e tastiere. I primi germi interesse e le ottime intenzioni che manifesta riguardo questo ennesimo progetto vanno investigate proprio risalendo a queste fonti, il risultato conseguito con le presenti undici tracce, alcune catalogabili come intermezzi, altre più articolare, non deve sorprendere, tenendo conto di quanto segnalato in apertura di questo.

L’applicazione è fedele e sopra tutto minuziosa, va riconosciuto a Peltola l’impegno volto ad evitare l’imbarazzo della citazione pedestre, i recitati affidati alla voce di Cat Piagentini (accreditata anche della traduzione) evitano l’effetto “Lachrima Christi”, rimandando con la loro fermezza alle profezie declamate da A. Rex (“La maledizione della fanciulla alata”) e risultando assai funzionali alla resa finale di episodi come “Lucus Horribilem Atque Pestilentem” e “Volantes Castrum”, quest’ultima intimamente legata a Jacula/A. Rex (“Pactum Ultra Sepulcrum” è citazione evidentissima), irrorata di tastiere gothicheggianti e marchiata a fuoco dai fiati di Vikke Jolanki: occult prog di buona fattura che si staglia sullo scuro fondale narrativo di E.N.L.D., che ha trovato in Avantgarde naturale approdo, ed ove convergono e si impastano le varie anime che Peltola ha coltivato, dal black atmosferico al dungeon synth, cogliendo risultati sorprendenti con “Sanitarium Son”.

Temporaneo ed occasionale sfogo ovvero principio dell’ennesima iniziativa ancora da sviluppare? Non importuniamo gli aruspici, pure non poniamo E.N.L.D. ad un troppo serrato confronto con il “nostro” passato.

Per informazioni: http://www.avantgardemusic.com
Web: https://avantgardemusic.bandcamp.com/album/e-n-l-d