Complesso dal percorso articolato con oltre tre lustri di trascorso artistico e con una sostanziale svolta stilistica impressa alcuni anni or sono, i CoB si installano nel campo assai vasto dell’alternative/nu metal. Pain Therapy, dai testi assai profondi e per nulla assoggettabili ai triti cliché di genere, è esercizio calligrafico svolto con cura ed attenzione, mostrando una certa riverenza nei confronti dei Lacuna Coil, traducendola però a loro vantaggio. Le trame strumentali sono articolate ma scorrono fluide, il suono è potente, la lista delle canzoni riserva più di una eccellenza, come “Collapsed”, “Afterlife” (la mia favorita), “Bones” e “The Moth”, ma non si segnalano cali di tensione né, tantomeno, episodi apatici. Punto di forza individuabile nella voce, potente e duttile, di Grazia Riccardo, anima con il fondatore Antonio Bortone (chitarre e tastiere) del complesso: essa interpreta con ardore donando ad ogni singola canzone una particolare e personale coloritura. L’assenza di un molesto collega (formula alla quale si ricorre troppo spesso), la libera dall’ingrato compito di dover sopperire ad urla importune che personalmente detesto ormai. Il ricorso al growl è misuratissimo, esclusivamente quando richiesto dallo svolgersi della narrazione. La sezione ritmica svolge il proprio compito con disciplina, anche i brani più lenti (“The Bride of Ash”) non soggiacciono a mestizia affettata. Pain Therapy è un disco che si colloca sul mercato internazionale, affidarsi all’esperienza della WormHoleDeath Records può essere determinante fattore di riuscita, lo meritano.

Nota: l’edizione in mio possesso contiene un bonus, la cover di “Con il nastro rosa”. Non mi ha entusiasmato, lo confesso, più un gioco che altro, anche se doveroso è sottolineare che ancora una volta Grazia Riccardo s’impegna a fondo rendendosi assolutamente credibile. Lucio Battisti… ma anche i Tenebra interpretarono “Insieme a te sto bene” (lo split con Human Colonies)!