Potrebbe trattarsi (l’autoproduzione) di scelta precisa e consapevole, non ne conosco i termini, indagherò a titolo personale. Altrimenti ci troviamo dinanzi all’ennesima stortura di un mercato atrofizzato ed imbelle.

Nome magnifico, Les Long Adieux (già Il Lungo Addio), evocante forti emozioni contrastanti. Il filo che si spezza all’improvviso ovvero che si sbrindella lentamente. Rottura, abbandono, angoscia, “Sky Lobby” ci accoglie con le sue atmosfere rarefatte indotte da una chitarra cureiana e da batteria e synth austeri. Sui quali s’innesta la bella voce di Federica Garenna, contitolare con Frank Marelli di questo progetto nato nell’anno (horribilis? Ma chissà cosa ci riserva il futuro…) 2020, e già accreditato di una discografia articolata. Il duo pone accento sulle atmosfere, alternando fasi più riflessive ad altre ove si mostra un carattere più impulsivo: Vertigo s’inspira a quanto accaduto nel settembre 2001, i mutamenti d’umore, ansie, paure ed aspettative, sono funzionali ad una narrazione dinamica e coinvolgente (“Windows of the world”). “Antenna” è uno splendido esempio di synth pop anni ’80, la composizione fugge da qualsisia riferimento netto a quell’epoca, la successiva “Falling man” è invece pièce severa, aspra, intrisa d’una tragicità solenne. E’ la misura altra qualità, sovente disconosciuta, a segnare un altro punto a favore di Vertigo, gli Autori pongono grande attenzione al dosaggio dei contenuti sonori, evitando facili e compromettenti citazioni di comodo. In “Gander” echeggiano analogie (è un pregio) con quanto operato dai Sun’s Spectrum, canzone dotata d’intima eleganza valorizzata adeguatamente dalla prova di Federica, “The two sides of the sky” richiama l’attenzione sugli arrangiamenti che in “Molten metal” si fanno algidi, avvolgenti. “Man of the clouds” è sospesa tra suoni che evocano la leggerezza dell’ascesa, anche se la vena melancolica che attraversa l’intero corpo dell’opera non s’è prosciugata.

Ove altri rincorrono la muscolosità, The Long Adieux non esitano ad esporre la loro anima più sensibile. Disco che non teme la prova del Tempo.

Federica Garenna: vocals, guitars, synth and programming
Frank Marrelli: guitars, e-bow