I suoni cupi, profondi m’intrigano, mi coinvolgono, da anni ormai. Quelli che scavano letteralmente l’anima, come il seppellitore. Il becchino che in Friulano fa pizighet o spizighin, che magnifici vocaboli.

As within, so without illustra perfettamente tale concetto. Affondare nella terra umida, la zolla che emana profumo intenso, che fu di putrefazione. Ascoltate con attenzione “Sky burial ritual”, converrete che quel burial non è stato messo lì a caso. Echi di un rituale consumatosi in epoca la distanza della quale da noi è incommensurabile, in un luogo indefinito ai margini estremi dell’Universo, quelli che noi miserabili umani non conosceremo mai. E “Nagas” che ci trascina via con tutta la sua immane forza, la chitarra che sparge note dolenti sui resti del sudario dai lembi sdruciti. The Land Of The Snow è il progetto di Joel Gilardini, rappresenta la sua visione, il suo concetto di suono che sviluppa con questa sigla dal 2010. Aperto a collaborazioni, ad intersecazioni, ad innesti, in quest’opera con Jacopo Pierazzuoli, batterista dal tocco solenne che iscrive nel c.v. Obake, MoRkObOt e Deneb, con Eraldo Bernocchi al mix (e chitarre aggiunte), sostegno dell’impalcatura sulla quale s’arrampicano quelle di Gilardini, intente a saldare le flange in un unico corpo sonoro. Che in “Ocean’s ether” paiono voler donarci un attimo di tregua, ma mai allentare la guardia. Vibrazioni dal cosmo scuro dalla potenza immane, ottundente, “Thousand wrong directions” disorienta, una tempesta elettrica che cede il posto alla marcia funerea, dolentissima che ci accompagna ai cancelli del mortorio, “Dancing of broken bones” allarga lo sguardo su una distesa di desolata miseria, ciò che resta di antichissime civiltà auto-estintesi in epoche lontanissime. Ecco Betelgeuse, ancora lei, che si leva nel cielo! La title-track giunge a chiudere, un assalto selvaggio a ciò che resta della nostra speranza. Le difese vacillano, e con esse tramonta ogni illusione. E fate attenzione al minuto due e secondi venti, concentratevi sul quel suono. Una scheggia goth… Come dentro, come fuori.

Inappuntabile l’artwork curato da Petulia Mattioli, degna cornice di un’opera di grande valore.

Per informazioni: https://subsoundrecords.bandcamp.com/music
Web: https://thelandofthesnow.bandcamp.com/album/as-within-so-without