Fra le uscite recenti, ci fa piacere segnalare Night Thoughts, secondo album dell’act tedesco emergente Dead Years che appare fedele ‘adepto’ del postpunk più oscuro mantenendo comunque una relazione assai stretta con il punk vero e proprio. Originari di Bielefeld, Julia, Hannes e Jonas, in precedenza, hanno acquisito esperienza in altre band e non possono quindi essere considerati dei novellini: il loro sound dal profumo ‘vintage’ è decisamente dominato da una chitarra preponderante che trascina un po’ tutto il resto, ma la malinconia e l’inquietudine che traspaiono sia dai testi che dalla musica si manifestano, nonostante l’energia travolgente dei suoni, in un’attitudine complessivamente easy, con risultati parecchio apprezzabili. L’opener “Infinity” mette subito le carte in tavole, irrompendo con note di chitarra abrasive e introducendo un contesto a dir poco trascinante, ove voce femminile e maschile si passano scanzonatamente parola. La seguente “Pictures of my Death” non rallenta ma opta per sonorità a tinte più dark, mentre con “Mind Circles” si torna a una chitarra bellicosa e a un inarrestabile impeto punk che lascia praticamente senza fiato – eseguito dal vivo, il brano di certo lascerà in terra molti feriti! – e “Spoken Suddenly Unspoken”, uno degli episodi più validi, opta per un mood più evocativo e una chitarra orecchiabile abbinati a un efficace canto a due/tre. Troviamo quindi la minacciosa, quasi sinistra “Into the Dark”, prima che la cupa tenebra di “The Separator”, scandita da un drammatico basso, dilaghi nel paesaggio già fortemente provato; “Words Collide” si abbandona a una libertà punk selvaggia e un po’ cattiva. Dei restanti pezzi, menzioniamo la conclusiva title track, che convoglia tutta la rabbia accumulata in un motivo vivace cha lascia spazio a brio ed esuberanza in luogo dell’oscurità.