Nell’universo sonoro dell’elettronica contemporanea, ci sono rare occasioni in cui le strade di talenti singoli convergono in un percorso comune, dando vita a qualcosa di più grande, di magico. Momus, il risultato di tale congiunzione, è uno di quegli eventi cosmici, un’esperienza musicale che sfida le convenzioni e abbraccia l’imprevedibilità. Immaginate un luogo senza tempo, una dimora musicale dove le menti creative di Giulio Aldinucci, Emanuele Errante, Luigi Ferrara, Maurizio Martinucci e Fabio Orsi si incontrano in un abbraccio empatico. Questo non è solo un progetto, ma una fusione di visioni, un esperimento intrapreso da un Cerbero a cinque teste, ciascuna portatrice di un patrimonio sonoro unico. I protagonisti di Modus sono veterani della scena elettronica, pionieri della cultura post-digitale che contemplano ora il tramonto di un’era. Con oltre un decennio di esperienza nel settore, ogni membro di questo ensemble porta con sé un bagaglio ricco di influenze e intuizioni, tessendo insieme le proprie prospettive in un panorama sonoro che riflette la complessità della vita moderna. Il metodo compositivo adottato da Domus è un’elaborata danza delle menti, un flusso di idee e intuizioni che si mescolano e si intrecciano in una nuvola molecolare di suono. Il disco Domus è come un fiume che scorre, alimentato da cinque affluenti che portano con sé le loro particolarità e le loro energie uniche. Attraverso quaranta minuti di pura elettronica, l’album si snoda attraverso paesaggi sonori cinematici, alternando momenti di dilatazione ed esplorazione con tessiture dense e ritmi che pulsano con una vita propria. Le registrazioni di Domus hanno avuto luogo in luoghi dispersi per l’Europa, dalle industrie di Baia a Napoli, da Amsterdam a Siena e Taranto. Questa dispersione geografica si riflette nella vastità e nella diversità delle tracce, che spaziano dall’etereo al tangibile, dal surreale al concreto. L’artwork, curato da Stefano Gentile e Deison, è un’ulteriore immersione nell’estetica visionaria di Modus, offrendo un’esperienza sinestetica che avvolge l’ascoltatore in un abbraccio multisensoriale. E il tocco finale, il mastering di Giulio Aldinucci, è la ciliegina sulla torta, dando a ogni suono la sua giusta risonanza e profondità. In conclusione, “Modus” è molto più di un semplice album. È un’odissea sonora, un viaggio attraverso le profondità dell’immaginazione umana, un manifesto dell’incontro tra mente e suono. Con la sua natura astratta e complessa, Domus sfida l’ascoltatore a esplorare nuove dimensioni della percezione musicale, offrendo una visione visionaria e audace dell’elettronica contemporanea.