Cometh the Storm alimenta lo spirito battagliero di Matt Pike e sodali e costituisce un affidabile elemento di giudizio sullo stato di salute di un insieme che mai è venuto meno alla sua peculiare etica espressiva. Il riconoscimento attribuitogli dal meritato ottenimento del Grammy come “ Best Metal Performance“ del 2019 non ha minimamente scalfito l’animo dei tre, oltre ai due veterani essendo l’esperto batterista Coady Willis (Murder City Devils, Big Business ma anche Melvins) ormai parte integrante e perfettamente inserita nelle dinamiche del gruppo. Il tempo intercorso tra il predecessore “Electric Messiah” (2018) e Cometh the Storm ha visto Pike impegnato come solista e con i nuovamente operativi Sleep, la casa madre assegnataria dell’ottimo “The Sciences” del 2018, mentre Jeff Matz ha notevolmente ampliato il proprio bagaglio di conoscenza collaborando con i Mutoid Man ed acquisendo fondamentali nozioni tecniche ed esecutive in merito a strumenti non convenzionali in ambito metal/rock (il baglama), che risultano funzionali, se non fondamentali, nel definire il suono di Cometh the Storm, non solo nella strumentale “Karanlik Yol”, ma pure nella traccia che intitola l’intero disco. Il quale è, ancora una volta, potente anzi potentissimo, giovandosi della produzione di Kurt Ballou (Converge), ulteriore tassello che va a definire un quadro perfetto. Quattro anime determinate e coese. “Sol’s Golden Curse” impatta come la carica d’un infernale squadrone di cavalieri catafratti, i riff s’attorcigliano l’uno sull’altro, la sezione ritmica scatena una potenza immane, “Cometh the Storm” (il brano) è scosso dall’urlo guerresco di Pike, “Lightning beard” esplode, “Hunting shadows” assume pose classicheggianti (nel senso di metal classico) ed è a mio parere uno dei vertici del disco: canto evocativo, batteria e basso che sottopongono l’ascoltatore ad un inesausto martellamento. Eppoi “Darker Fleece”, il gran finale, l’inizio lento, minaccioso che chiude Cometh the Storm, dieci minuti di inesorabile discesa nei putridi abissi del male. Terrore puro.