L’Opera finale di Roger Trigaux, la solenne uscita di scena dei Present, l’epitaffio al Genio. Perché tale è stato il compositore belga. Visionario, arguto, pungente osservatore. E straordinario compositore ed esecutore. Con Daniel Denis e Claude Deron (fuoriusciti questi dagli Arkham) diede vita ai Necronomicon, dal ’74 rinominatisi in Univers Zero. Arkham, Necronomicon, si delinea già l’occulta mappa che queste creature sonore hanno delineato… Trigaux milita in UZ fino al 1979, dopo la pubblicazione di “Heresie” abbandona e dà vita ai Present. Il “piccolo” Belgio al centro del tumulto, della sperimentazione, della messa in musica di orrori interiori, di paure ancestrali che si credevano rimosse, invece… Sappiamo che non è così, prima o poi i conti con il passato che ritorna implacabile vanno fatti.

L’esordio dei Present risale al 1980, con “Triskaidekaphobie”.  Quaranta e quattro anni dopo, e senza Trigaux, mancato nel corso delle registrazioni, esce il capitolo finale, This is NOT the end. Maestosa elaborazione del terrore più subdolo. Perché affidarsi ad urla sovrumane, al baccano infernale, quando questo può essere evocato semplicemente affidandosi ad un costrutto sonoro che alterni porzioni tesissime a pause che abbandonano l’ascoltatore al dubbio, all’apprensione, presaghe di chissà quali catastrofi? Il violino che fende l’aria pesante, quasi irrespirabile, il sax che ci avvolge di note profonde e dolenti, i tasti del pianoforte picchiettati da una mano ossuta e testarda, accompagnano e guidano, a volte trascinano quelli convenzionalmente rock. Pura scuola RIO, che con Trigaux, temo, s’estinguerà. Tre brani compongono This is NOT the end, quarantacinque minuti di musica da camera (perché questa è) sublimi e coinvolgenti, i passi risuonano secchi sul pavimento dissestato, le mura trasudano umori densi emananti lezzo di putrefazione, s’odono scricchiolii e tonfi, il collasso è imminente. Ogni singola nota è studiata per creare un sentimento di spasimo, di nervosismo, e l’una dopo l’altra esse concorrono a formare l’opera terrifica ed ostile. Come le voci spasmodiche (dello stesso Trigaux) che s’odono in “This is not the end, part 1”. Risolini isterici, frasi sconnesse, voce strozzata oppure gorgogliante, e dietro di lei il suono, quel suono… Presto sarà tutto finito, tutto sparirà inghiottito dalle putride acque della nostra miserabile coscienza. Perché Roderick Usher siamo tutti noi.

Lista dei brani:

Contre

This is not the end, part 2

This is not the end, part 1

(la parte 2 precede la 1, non è un refuso)

Su Bandcamp è disponibile un ulteriore brano, la versione concentrata a sei minuti della “part 1” (l’estesa ne conta quasi ventisette)

Personale:

Roger Trigaux: tastiere, voci, composizione
François Mignot: chitarre
Pierre Chevalier: pianoforte, tastiere, voci
Dave Kerman: percussioni
Keith Macksoud: basso
Kurt Budé: sassofono, clarinetto, clarinetto basso
Liesbeth Lambrecht: violino
Udi Koomran: suoni

Cito l’info di Cuneiform Records: “…classical music for… The New Dark Age”. Quanto mai appropriato…

Roger Trigaux – 26 ottobre 1951 / 10 marzo 2021

Scontata la lettura d’accompagnamento, “La rovina della casa degli Usher”, EA Poe. Riporto per completezza, già ne siete a conoscenza.

Dei Present recensimmo la ristampa de “Le poison qui rend fou”.

Per informazioni: http://www.cuneiformrecords.com
Web: https://cuneiformrecords.bandcamp.com/album/this-is-not-the-end-2