Funhouse: Sometimes I Wish

Band di ‘antica’ tradizione, gli svedesi Funhouse sono riapparsi con un album, Sometimes I Wish, che riallaccia i fili con la vocazione ‘gotica’, da sempre manifestata e mai tradita: la lunga pausa non ha, quindi, smorzato l’inclinazione oscura e romantica che ha caratterizzato la loro ispirazione e li ha spesso fatti paragonare ai The Mission per la comunanza di intenti. Oggi, le sonorità proposte dagli undici brani di Sometimes I Wish si allineano sicuramente con uno stile giunto con successo fin qui dagli anni ’80 e la musica presenta liriche significative, oltre a vari elementi personali ed emotivi: le doti canore di Mikael Körner sono tuttora indiscutibili e rappresentano uno dei punti di forza del gruppo. La title track, che apre il disco, è un pezzo orecchiabile e sbarazzino, dotato di una frizzante melodia rock, ma è la successiva “Blue Light” che ci introduce al seducente mondo goth dei Funhouse: pubblicata come singolo, si avvale di una bella, trascinante chitarra e del canto assolutamente magnetico, perfetto per un testo imperniato su amore e tormento. Anche nell’altro singolo, “Hate You”, il carisma del vocalist, all’interno di un paesaggio assai più cupo, è proprio irresistibile, mentre “Falling” celebra palesemente la tradizione goth all’insegna di Sisters of Mercy e Mission, prima che “Bury My Heart” riporti romanticismo e clima malinconico; “Dark and Stormy” ‘racconta’ agevolmente il goth accessibile di 69 Eyes e lo stesso può dirsi della potente “Do You Love Me”. Segnaliamo infine “Stay With You”, che sembra scritta per i più scatenati ‘pogatori’ ai concerti e la conclusiva “You Will Never See My Tears” ove, dopo l’esordio ‘ambientale’, lo scenario sprofonda in tenebre e malinconia, chiudendo con grande intensità un album davvero piacevole.

Mrs. Lovett:
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