Levità pop? Mica sono parolacce, levità e pop, Ossignor, quanti rabbrividiranno nel leggerle ed ancor più, suvvia coraggio!, nel pronunziarle?

Questa ragazzotta di LA ha già in carniere tre dischi (se contiamo come tale anche il doppio eppì “Nicole Kidman/Anne Hathaway” del 2019, e mostra una maturità sorprendente sopra tutto a livello lirico. Parole accompagnante da una voce matura che sa aderire perfettamente al tema sonoro di ognuno dei dodici singoli episodi che vanno a comporre un affresco dalle tonalità cangianti. Romanticism, cosà può significare il Romanticismo per una fanciulla americana ventiquattrenne?

La copertina del disco. Non è un caso, “Giuditta che decapita Oloferne”, ma i volti svelano già tutto, Artemisia Gentileschi non viene chiamata in causa così autorevolmente solo per capriccio o per manifestazione di erudizione. Romanticism è inaugurato dalla leggerezza (la levità) di “Look alive” che s’interrompe troppo presto, lasciandoci in sospeso a mezz’aria, ma “Hammer” cala sui sentimenti mandandoli a pezzi come fossero un vaso di porcellana, ed in “Alone” esplode l’elettricità, il tracciato sonoro del disco si definisce, chitarre e voce a guidare, bel ritmo ed armonie in bilico tra delicatezza e vitalità. “Find me under wilted trees” è uno degli episodi che meglio rappresentano Romanticism, con gli strumenti che all’unisono prendono il volo, un’ascesa repente e corale, poi la planata lenta, con la batteria che scandisce il tempo della discesa accordandosi con il basso basso e con la chitarra che è pronta a sospingere il brano, ancora ad alta quota. Se vi riconoscete “Everybody wants to rule the world” dei Tears For Fears… non è solo un’impressione fugace. I dubbi, i timori di una giovane consapevole che l’età adulta è alle porte (“I’m just getting old/I’m just 22” canta in “22”), ma pronta ad accettare, ad accogliere la sfida.

Fa effetto, in Romanticism, la profondità dell’esposizione di Hana Vu, quel suo padroneggiare la voce come fosse una Artista ben più matura, non una ventiquattrenne che fa rende la propria opera un ritratto delle proprie emozioni, delle proprie ansie, delle proprie paure. Affrontate con buon piglio, ed affidate alla finale “Love”, come uno scritto alle acque accuratamente piegato e collocato all’interno di una barchetta di balsa. Fragilità e resistenza.