Gli ultranøia, sotto l’egida dell’etichetta romana Kosmica Dischi, debuttano con l’EP intitolato Astratta, un’opera che riesce a coniugare le sonorità eteree e sognanti del genere shoegaze con una scrittura lirica profondamente radicata nella tradizione peninsulare italiana. Gli ultranøia si presentano con un manifesto artistico chiaro: catturare e rappresentare il “caotico silenzio delle periferie”. “Astratta” è un affresco sonoro di questo silenzio, un’ode ai paesaggi marginali e alle vite che li abitano. Le chitarre riverberate, le linee di basso avvolgenti e le batterie delicate ma incalzanti costruiscono un muro di suono che avvolge l’ascoltatore, portandolo in uno stato di rêverie, un sogno ad occhi aperti in cui il confine tra realtà e immaginazione si fa labile. Ciò che distingue Astratta dagli altri lavori shoegaze è la fusione tra l’atmosfera eterea tipica del genere e una scrittura lirica che richiama la tradizione italiana. I testi, spesso ermetici e poetici, narrano storie di solitudini e speranze negate, di vite sospese tra un passato ingombrante e un futuro incerto. È una musica che si fa ponte tra il presente e la memoria collettiva, evocando immagini di un’Italia periferica e quasi dimenticata, ma ancora vibrante di vita. Il brano che dà il titolo all’EP è un’introduzione perfetta al mondo sonoro degli ultranøia. Con chitarre sognanti e testi evocativi, cattura immediatamente l’ascoltatore in un abbraccio di nostalgia e speranza. “Silenzio” è un’ode al “caotico silenzio” delle periferie. Le chitarre riverberate e la voce sommessa creano un’atmosfera contemplativa, dove ogni nota sembra risuonare nel vuoto, evocando immagini di strade deserte e luci al neon sbiadite. “Cinico” è un pezzo più incisivo e ritmato, che esprime una critica sottile e poetica alla società. Le linee di basso pulsanti e la batteria incalzante contrastano con i testi malinconici, creando un affascinante gioco di luci e ombre. L’EP si chiude con “Sparire”, un brano che è un vero e proprio inno alla fuga e all’evasione. Le melodie fluttuanti e i testi riflessivi trasportano l’ascoltatore in un viaggio interiore, dove il desiderio di sparire si mescola con una struggente ricerca di significato. La loro capacità di fondere la ricca tradizione lirica italiana con le sonorità shoegaze più contemporanee crea un prodotto unico e profondamente originale. Un debutto che promette grandi cose per il futuro e che invita l’ascoltatore a perdersi nelle trame sonore e liriche di una band che ha già molto da dire e da offrire. Disponibile su Bandcamp: https://ultranoia.bandcamp.com/album/astratta.