Gioca ad incastrare emozioni mantenendo un unicum narrativo portentoso, Vittorio Sabelli qui vero Direttore d’una orchestra che non si limita all’esecuzione, in un proficuo scambio di conoscenze/competenze che rendono Maleficia l’ennesimo capitolo perfettamente compiuto di una instancabile opera di ricerca e di valorizzazione. Cinque episodi che dall’esecuzione esemplare di “Donna Prudentia”, brano sul quale molti costruirebbero intiere discografie, ci traghettano alla cangiante mini suite “Diana”, ed ove la perizia degli strumentisti coinvolti fornisce l’indispensabile struttura ossea all’opera, impreziosita dagli interventi vocali di Nequam (il Grande Inquisitore), di Tenebra (la Strega, voce dei Dreariness autori di “Before we vanish”, la quale irrompe in “Incantvm/Kyrie” con spaventevole piglio), e di Samael Von Martin (citare esclusivamente le sue controparti artistiche/musicali ne riduce la portata). Essi Sabelli coordina facendo risaltare le singole personalità, ecco l’incastro di qualità ed inclinazioni al quale mi riferivo in apertura. Collaborazioni collaudate, si pensi ad “Ogni Verbo è Diceria”, o ad “A.M.E.N.”, perché l’operato di Sabelli non va scisso in segmenti unici e non comunicanti, essi sono invece parte di una visione globale, un impasto di impulsi, di intuizioni, in una continua ed instancabile elaborazione di temi e di ispirazioni. Il narrato che scandisce le parole, ed il Tempo immemore nel quale esse affondano: il ferino cadenzato da manuale black metal di “Donna Maleficia” che al minuto tre e frazioni rallenta fino quasi all’immobilità, quando irrompe Sabelli e le note si fanno grevi, basse, la tensione che cresce, cresce all’intrecciarsi delle voci spiritate, eppoi riprende tono e muscolarità, coagulando nel finale la maestosità solenne che è uno dei tratti (non l’unico) dell’autentica scuola italiana del c.d. dark sound (sì, cado anch’io nel tranello delle etichette, lo so…), la quale trova ulteriore, fertile humus dal quale trarre forza in “Gli esorcismi di Canidia e Sàgana”, canzone febbrile dalle coloriture maligne. Anche nella (relativa) brevità di minutaggio, i cinque brani che compongono Maleficia presentano strutture articolate, aderendo appunto alla narrazione che non trova soluzione di continuità, e quelli più estesi rivelano la cura maniacale per la scrittura e l’arrangiamento che sono qualità di pochi, e che Sabelli conferma, senza cadere nella posa, di possedere. “Incantvm/Kyrie” che accolgono nel loro grembo la “Messa di Requiem in Re Minore K626”, l’ultima composta (e rimasta da esso incompiuta) di Wolfgang Amadeus Mozart (*), sfoggio di talento fecondo, e la finale, riassuntiva “Diana”. S’alternano elettricità ed irruenza a sonorità più meste ed introspettive, eppure non vi sono forzature, l’irruenza è domata, raccolta, addomesticata a beneficio della narrazione, e l’effetto è straniante, avvolgente. Qualcosa di efferato accade, ne siamo consapevoli, e rimaniamo in attesa che si consumi.

Le fondamenta liriche di Maleficia vengono fornite da “Stregoneria: crimine femminile” della pordenonese Monia Montechiarini, firma di alcune pubblicazioni a tema, indagini assai accurate incentrate su una delle (tante) epoche oscure della nostra Storia, mai sufficientemente investigate. Impegno che la dott.ssa Montichiari assolve con grandi chiarezza e cognizione.

Maleficia è un’opera solenne che assorbe ed elabora: un unico, impressionante disegno che raccoglie il legato (una forzatura la mia, essendo alcuni complessi tutt’ora operanti) di The Magik Way, di Ogni Verbo è Diceria, di Dawn of a Dark Age (perché il richiamo alla Tradizione è sempre forte e rispettoso, ancora “Diana”), Evol e non solo.

Maleficia sfida l’ascoltatore, lo sospinge ad un livello superiore ove tutti i sensi vengono coinvolti, diventano complici ed artefici dell’apprendimento. E’ dotato di un apparato sonoro ricchissimo, pertanto si potrebbe cadere nell’errore di concentrare la propria attenzione esclusivamente su questo. Errore fatale, si sottovaluterebbe il corpo narrativo pulsante, le sue fonti, l’apporto sapienziale di chi non è solo collaboratore bensì attore attivo dell’opera. O del dramma inusitato, riferendosi al tema, all’oggetto. Il fuoco che dovrebbe purificare, il fuoco che è strumento dell’assassinio.

Consiglio vivamente il formato vinile, non per farne vanaglorioso sfoggio con gli accoliti, bensì per beneficiare della splendida copertina che, come è tradizione di My Kingdom Music, è componente fondamentale del progetto.

(*) venne poi ultimata da un suo allievo. Ma non potrà mai essere la stessa cosa (cit. frase pronunciata spesso da un Amico)

Per informazioni: https://dawnofadarkage.bandcamp.com/album/maleficia
Web: https://mykingdommusic.bandcamp.com/album/maleficia