Della compositrice romana ebbi già modo, e piacere, di scrivere a proposito di sue due opere precedenti la presente, ovvero “M” (2021) ed “I see you”, anno 2023, ed ecco che viene rispettata la cadenza temporale biennale, concretizzando An exercise in willpower ulteriori mesi di crescita e di esplorazione interiore.

Desidero porre ed indirizzare la vostra attenzione sulla confezione del disco. In bel cartoncino chiuso da una fascetta bianca sulla quale è disegnato il profilo snello di una pratolina (la bellis perennis che non va confusa con la più grande margherita, essendo il fusto più breve e privo di foglie); esso si apre poi proprio come un fiore (anche se è quadrato, mi piace ricordare una corolla), custodendo il dischetto e riportando il testo di “An exercise in willpower”, l’enigmatica traccia che chiude l’operina.

Le quattro canzoni sono assai delicate, dalla forma scarna ma graziosa sulla quale s’adagia la voce di Milena, andando a condensare emozioni, come l’aria rarefatta che annunzia l’inverno. Esse non sono però prive di calore: l’esecuzione è sì elegante ma non distaccata, pare ella osservare da lontano, narrare ma non giudicare. Delle quattro, il chamber pop di “Undone” che apre è ricuperato dal repertorio dei Miracle Of Love (da “Love Machine” che è del, ma potrei cadere in errore, 2018), progetto che condivise con Lorenzo Corsetti che è ben più che semplice supporto, ed al quale va ascritta pure la citata “An exercise…”, mentre ho apprezzato la più articolata “Restrained and rewarded” ove a mio modesto parere Milena offre un saggio delle proprie potenzialità più a fuoco, avvalendosi di un apparato sonoro intrigante, sospeso come un sogno che non vuol finire…

Milena Medu è artista che può ambire ad una esposizione ben più ampia, ancora una volta, attendiamo da lei esercizi più estesi nella durata. Perché accontentarsi, quando si è così dotati?

Per informazioni: https://www.metaversuspr.it
Web: https://milenamedu.bandcamp.com