
Non v’ingannino l’eterea intro “Lights” ed i suoi suoni così lievi e rarefatti, Electronic monsters mostrerà poi un approccio al ritmo assai naturale e disinvolto. Seasurfer è un progetto attivo dal 2013, e da due anni vede la cantante Apolonia affiancare la mente, e fondatore del progetto, Dirk Knight. Che, a leggere il suo c.v., testimonia l’inclinazione del duo verso sonorità sì ritmate, nel contempo introspettive, profonde. Avendo collaborato con John Fryer, Robin Guthrie (pure con E. Alice Fossi), egli pone grande attenzione nella creazione di un suono che, se certamente ben ancorato al synth/pop, sappia mantenere calore e colori distinguibili e che, sopra tutto, metta a frutto la voce di Apolonia, ottimamente impostata su timbri angelici ma affatto stucchevoli (“The end”). E se “I love you, you love me” percorre veloce autostrade deserte, “Dust” stabilisce affinità con certe opere targate 4AD e Projekt, riprendendo il percorso sonoro tracciato dall’introduttiva “Lights”. “Collapsing”, primo singolo estratto dall’album (Electronic monsters è la loro quarta pubblicazione), si veste in parte di una marzialità decadente e glamour che può rimandare ai progetti solisti della citata Fossi (il singolone mette a disposizione due remix, di M/A/T e di M!R!M), “Echo” è un bel numero di elettro goth rock, con bei bassi cureiani/sisteriani ed Apolonia splendida interprete, “Always in Heaven” è solenne e compassata, forse un po’ leziosa, ma perché non auto celebrare il proprio talento? Del quale Seasurfer sono ben dotati, tanto che, non ostante la lunghezza dell’album (conta infine quattordici tracce delle quali due bonus), l’attenzione dell’ascoltatore non viene mai distratta. Segnalazione doverosa per gli interventi dell’artista multidisciplinare brasiliana (ma di stanza a Berlino) Gloria de Oliveira (i “colori distinguibili” dei quali sopra accennavo) in “Mon minoir” ed in “Stray cats”, vera hit da heavenly voice, il suono di Electronic monsters ricorre sovente a soluzioni care agli shoegazers, raggrumando l’atmosfera ed attorcigliandola sulle corde della nostra anima. Album da potenziale commerciale notevole (e ricordate che B. Ferry al proposito si è ben dichiarato, provate voi a costruire la perfetta canzone – pop).
