
Ammetto di aver sempre avuto una certa idiosincrasia verso il “leggere di musica”, inteso come biografie di band o saggi su generi musicali, forse perché, anche senza scomodare Frank Zappa e il suo celebre “scrivere di musica è come ballare di architettura”, ho sempre privilegiato la fruizione diretta dei suoni piuttosto che la loro descrizione. Esistono però per fortuna eccezioni non solo dovute, ma necessarie, come questo Ars Obscura scritto da due appassionati frequentatori della musica “dark” nella sua più ampia accezione come Lisa Deiuri e Nicola Furlan.
Ars Obscura nasce da un complesso e ben pensato lavoro di documentazione e scrittura durato anni e sviluppato attraverso una trattazione strutturata, ma al contempo di facile fruizione, che si prefigge un compito ambizioso: fissare un momento storico della scena musicale italiana che io ritengo importantissimo, un compito, che vi anticipo, è assolutamente riuscito.
Credo che, in questo 2025 ormai agli sgoccioli, un manipolo di musicisti italiani, dalle estrazioni più diverse, dal Black Metal, al Doom, fino al Folk e al Prog, sia stato in grado di creare un movimento o, con termine abusato, una “scena”, che si oppone alla velocità folle del mondo contemporaneo, per tramandare miti, leggende, presagi e archetipi popolari che, come qui ricordato nel capitolo “Cultura Inattuale” a cura di Riccardo Angelini di Arcana Editore, sopravvivono in varie forme e “abitando” moltitudini di artisti e forme artistiche, per essere tramandati e ricordarci un lato importante e fondamentale della nostra natura umana.
Ed è la “regionalità” il criterio scelto da Deiuri e Furlan, per documentare e raccontare queste realtà periferiche, raramente legate ai grandi centri urbani, e spesso seguite solo da una confraternita di appassionati ascoltatori, ma in grado di utilizzare il dialetto o addirittura il latino come Mater A Clivis Imperat sulla scia del grande Mario ‘The Black’ Di Donato, per raccontare fatti spesso da brividi, ma che tanto ci piace ascoltare, come le storie di paura udite da bambini, che servivano non a spaventarci, ma per insegnarci una morale appena trasfigurata in allegoria o metterci in guardia da pericoli reali incarnati però da mostri mitici in agguato nel buio.
Sfilano così, in una dissertazione che comprende tutta Italia, realtà piuttosto conosciute, mi si permetta di nominare gli abruzzesi Selvans, i pugliesi L’Impero Delle Ombre e i romagnoli Roma Amor, a fianco di band ancora piuttosto misteriose come Anguana o Incantum, ma che il libro ha il grande pregio di invogliare all’ascolto immediato (così oggi facilmente attuabile grazie a internet e alla modernità, interessante paradosso).
Ne esce quindi la descrizione dei contenuti artistici di una scena nazionale, rafforzata anche da diverse collaborazioni tra i personaggi coinvolti, che pur nell’indipendenza dei diversi progetti esaminati, sembra testimoniare qualcosa di più di un sentimento condiviso per le atmosfere gotiche o l’affettazione verso Lovecraft o Poe, ma qualcosa di decisamente più forte, che vive anche grazie all’operato di label come My Kingdom o Black Widow, e che può crescere sia in termini artistici che di riconoscimento da parte del pubblico interessato a queste atmosfere.
Interessantissima poi l’intervista a Nequam, al secolo Flavio Domenico Porrati di The Magik Way ed ex Mortuary Drape, una personalità che pur apparentemente al momento distaccata dalla creazione musicale, ha regalato soprattutto con gli ultimi due album a firma The Magik Way qualcosa in grado di illuminare l’underground per gli anni a venire, abbattendo senza remore gli steccati musicali tra i vari “generi oscuri” perseguendo una illuminazione artistica che potrei paragonare solo a quanto fatto in passato da geni assoluti come Devil Doll, Antonio Bartoccetti o Paul Chain.
Ars Obscura è in definitiva un viatico/documento verso un movimento vitale, utile al neofita e al frequentatore assiduo di tali mondi, che offre una chiave di lettura di un universo affascinante e, ne siamo certi, ricco di futuri sviluppi provenienti da un passato che non può ne deve essere dimenticato.
Ars Obscura. Esplorazioni nell’Italia metal, rock e dark folk
di Lisa Deiuri e Nicola Furlan
Arcana Editrice, 2025
234 pagine, 17,50 €
