A cinque anni da “Orkja” pubblicano nuovo materiale i norvegesi Nifrost, sempre per Dusktone che è la loro casa fin da “Blykrone” (2019). Copertina rossa che ben illustra i contenuti del lavoro, stabilendo un collegamento visivo con il titolo dell’opera (e con il citato predecessore, ove campeggiava un blu metallico), letteralmente “soffio di fuoco”. Esponenti del black epico, anch’essi fanno buon uso del cantato che alterna voci gutturali ad altre pulite, inserendosi il canto in un contesto narrativo denso ed uniforme, procedendo lungo coordinate già segnate ma esprimendosi con la sufficiente personalità che deriva dalla militanza di lunga data nel genere (sono operativi fin dal 2005, anche se l’esordio lungo, l’autoprodotto “Motvind” risale al 2016). Briseld lascia libero sfogo ai suoi ardori incardinando la narrazione su cadenzati ferali, letteralmente sulfurei dei quali “Sjeleknute” fornisce un valido esempio. Anche nei frangenti più brutali, non mancano le concessioni ad una melodia eroica che, oltre a mitigare, in parte, la foga espressiva, imprime ad ogni singola canzone un senso di solennità austera, rapsodica (“I stormens auge” interrotta da una scardinante porzione di basso). Il black metal necessita di esegeti che ne cantino le gesta, “Likdans” (“Danza del cadavere”) assume la severa posa di una voce declamante, poi a gettare scompiglio irrompe la falange infernale, “Aldri nok” (“Mai abbastanza”) è brano magnifico, l’effetto sull’ascoltatore è quello di una cavalcata notturna attraverso lande gelate, evocata da un collettivo inossidabile. Lontani cori femminili impreziosiscono un brano plasticamente classico. Ma già la title track, posta in apertura di Briseld, preannunziava il valore, il peso di questo disco ed il suo alternarsi tra cieca violenza ed andatura più maestosa (“Livskraft”/”Forza vitale” urla la sua rabbia trattenuta a stento, la doomeggiante “Forakt”/”Disprezzo” episodi da segnare sul taccuino), interpretate da un comparto strumentale pronto ad assolvere il compito assegnatogli con fervore e disciplina, la presa di posizione a favore di un genere che riserva ancor oggi una vitalità sorprendente.