Riesumo questa irregolare (irregolarissima!) rubrichina essendo stato reso noto il primo atto di uno dei dischi più attesi di quest’anno che è il 2026esimo dall’avvento di… Ovvero Àmor dei Klimt 1918, la cui data di manifestazione è fissata per il prossimo 12 giugno. Che segnerà una svolta significativa, considerata l’attesa (è del 2017 l’ep “Comandante” seguito di quel/quei “Sentimentale/Jugend” che ci fa/fanno sanguinare ancora il cuore), e soprattutto quante risorse abbiano essi investito, i nomi coinvolti in sede di masterizzazione e di missaggio già certificano un’opera che si discosta nettamente, ancora una volta, dai canoni nazionali. Con Prophecy ad apporre il suo sigillo. “Dream core” è il primo singolo, nonché brano di apertura di Àmor, canzone che inizia dove molti concluderebbero, e che sviluppa quel suono grandioso che s’attorciglia alla nostra anima. L’ascesa imperiosa che essi imprimono dal quarto minuto ci porta in alto, a sovrastare la distesa rosso fuoco che abbiamo appena attraversato, travolti da un turbine di emozioni. Maestri.

https://klimt-1918.bandcamp.com/album/mor-deluxe-edition

Grembo de Pria di Elli De Mon si compone di due brani, “Monte Orco” e “Late Banco”, e si inserisce nel solco di “Raìse” del quale costituisce un’ideale appendice. Due brani che la compositrice, scrittrice, polistrumentista (e cantante) interpreta ancora una volta in dialetto vicentino (è il punto d’unione più evidente con “Raìse”), avvalendosi della chitarra di Marco Degli Esposti e delle percussioni di Francesco Sicchieri, allargando la formazione accogliendo un Artista con il quale condivide una visione sonora peculiare, Marco Contestabile/Black Snake Moan. Accompagna, ed integra le due canzoni, uno scritto di Elli, “Manifesto – La montagna parla per noi”, ove sul Monte Summano si compie il percorso spirituale di Santorso (e quello narrativo che in “Raìse” ha avuto la sua genesi). Visionarietà sciamanica ove ritroviamo le qualità, le particolarità che identificano Elli De Mon come una delle più interessanti voci italiane, ed un solco lirico che affonda nel personale: Grembo de Pria è intimamente dedicato a tutte le donne che interrompono, per volontà o per destino, la gravidanza. Un segno che l’ha vista vicina ad una persona a lei cara. Aggiungo questa nota, prendetene cura: una parte del ricavato dalla vendita del singolo sarà devoluta a due associazioni (la L.A.I.G.A. – Libera Associazione Italiana Ginecologi Non Obiettori per l’Applicazione della l. 194/78 che tutela il diritto di interruzione volontaria della gravidanza, e CiaoLapo (www.ciaolapo.it). Grembo de Pria è uscito per Rivertale Productions. Lo scrissi in sede di recensione di “Litania”, la sua figura minuta riveste uno spirito formidabile.

https://rivertaleproductions2015.bandcamp.com/album/grembo-de-pria

Black Reverie, questo è il nome del nuovo progetto che ha come propugnatore Sebastian Lugli (Rev Rev Rev), che ritraccia in When the Reverb Ends la psichedelia fuzz in consorteria con membri di Desert Ships, di We Melt Chocolate e de The Stargazer Lilies, affidandone il missaggio a Be Hussey (nel suo profilo Swervedriver, Alcest, Kim Deal…). Fiera autoproduzione, un piacere ciondolare tra queste cascate di note che precipitano dalla stratosfera shoegaze.

https://blackreverie.bandcamp.com/track/when-the-reverb-ends

Prosegue il percorso di avvicinamento che si perfezionerà con la pubblicazione del debut, dal titolo già programmato Are you human, da parte di Alice Taylor e Nick SoLow (Krimea). Già membri dei Permanent/Joy Division Tribute Band ed avendo acquisito solide competenze in sede di esecuzione, le riversano ora nella composizione, inserendosi con determinazione nell’affollatissima platea synth pop. Dopo “This pleasure” (giugno 2025) e “Die-Monds” (dicembre 2025) si svela ora il terzo passo, “Over and over”, conferma delle ottime intenzioni già manifestate con i citati precedenti. Romanticismo elettronico.

https://krimea.bandcamp.com/album/are-you-human

Chiudo con gli alfieri del rock alternativo (nell’accezione nobile del termine) italiano, i Sinezamia autori di una ennesima autorevole prova, il maxi singolo Freddo, brano caratterizzato da un testo assai incisivo (con qualche riferimento reperibile nei primissimi Litfiba), da una batteria determinata, chitarre taglienti e basso in bella evidenza, un impasto sonoro che sorregge il canto epico. Steve Lillywhite dovrebbe ascoltare questa canzone ben prodotta e dall’impatto live naturalmente assicurato. Pregevole l’a solo che avvia la canzone all’epica conclusione. Prevista pure una versione deluxe in cento copie numerate, contenente “Danza sull’acqua” (già singolo digitale, 2025) ed il live di “Catarsi” (registrazione dell’estate 2025, originariamente contenuta nell’album “Distanze”)

https://sinezamia.bandcamp.com/album/freddo-maxi-single-2026