Suzanne Perry

 

Tre brani dei quali solo uno (la title track) inedito, ma rincontrare la voce, magnifica e magnetica, di Suzanne Perry è purissima gioia. L’artefice, assieme a Ryan Lum, di opere fondamentali, necessarie per la definizione più alta del dream pop, con la rara eleganza di titoli come “Idylls”, “Ardor”, “Ever” e “Flux”, una delle vene auree del suono Projekt che essi contribuirono a definire, empito oltre lo stile, s’approccia ad un futuro che auspichiamo foriero di ulteriori prove, delle quali questo ep potrebbe fare da precursore. L’angelica Suzanne è ora accompagnata dal chitarrista, produttore e compositore Cris Miller, intestatario del progetto Silver Screen, e la comunione palesata dai due è semplicemente perfetta. Come lo è “There’ll be no more promises”, originale che intitola il disco, pura sospensione incorporea, aria celestiale ove Suzanne s’appoggia su un tappeto di petali di note che fluttuano nell’aria mite d’un mattino primaverile. La seconda canzone riprende “Ladonna Dissima”, da “Idylls”, scultoreo debutto del 1992, quivi il tono è ancor più raccolto, più marcato, non è un ritorno al passato seppur onorevolissimo, non è una rilettura calligrafica di un piccolo classico bensì il compimento di un processo di rinnovamento e di riappropriazione, ove il contributo di Miller si mostra fondamentale. La tensione si stempera nell’ultimo del terzetto, con “Sally’s song” che Danny Elfman compose per “The nightmare before Christmas”: una minuscola orchestra invisibile ed una voce che attraversa solinga il lattiginoso velo che questa accorata sinfonia stende discreta calando il sipario su There’ll be no more promises che no, non può abbandonarci così.

 

Suzanne Perry ha pubblicato l’ep “Melodyguild: Aitu”, sempre per Projekt, nel 2008.

 

Voce, produzione: Suzanne Perry

Chitarra, basso, sintetizzatore, produzione: Cris Miller