
Aschen
Black metal duo formatosi a Pamplona (Navarra) nel 2022 da Mikel Telletxea (voce, chitarra e programmazione) e da Igor Valle (basso), al quale è successivamente subentrato Atauzz (già componente di Korkut, Kurkuma, 2Sonte), Aschen giunge con The never ending search all’esordio su WormHoleDeath Records, dando così ufficialità ad una discografia comprendente ad oggi un demo autotitolato (risalente al 2024), contenente quattro episodi che ritroviamo tra i nove che formano la tracklist del presente, con “The last glow” che è stata insignita del titolo di primo singolo, pubblicato nel mese di febbraio del corrente anno.
La provenienza del duo fornisce un interessante approccio al black, come molti loro colleghi (porto i miei corregionali Unviâr come esempio), essi ricorrono (anche) alla loro madrelingua basca, limitata nel caso che stiamo prendendo in esame ad alcune tracce. Non ostante essi ricorrano alla batteria programmata, elemento che riduce significativamente le opzioni ritmiche, la resa sonora di The never ending search non risulta oltremodo penalizzata, al contrario attribuisce all’opera un senso di coerenza, che trova ancor più efficacia proprio nei brani ove si esprimono in basco (“Azken Arbolak”, “Gli ultimi alberi” e l’opener “Sasi Santuaren Amiltzea”, ovvero “La caduta del falso Santo”). Un ricorso alle origini del black che potrebbe ovviare proprio alla ridotta disponibilità di alternative, ma che può essere inteso anche come costanza espressiva, con “Black hounds of justice” e la già citata “From the dephts of decay”” a rappresentare i due vertici dell’album, mentre la citata “Azken…” e la title track meriterebbero una maggiore cura (tenendo presente quanto sopra da me notato in merito alla produzione). Il supporto di una label ben strutturata come WHD potrebbe permettere loro di accedere ad un livello superiore, senza per questo tradire il credo b/m.
