Rimarchevole esordio per questo progetto assemblato da Noctuaria e da Mortifero, la prima titolare di voci e liriche, il secondo di strumenti, musiche ed apparato visivo, ancorato ai fondali del doom più ossianico, nell’accezione attribuita al genere da chi, in Italia, ne seppe mirabilmente interpretare ed adattare le regole. Artisti che abbiamo già incrociato in Ignis Absconditus, “Golden horses of a dying future” venne portato alla luce proprio da MKM tre anni (poco meno) or sono, esperienza condivisa che, come le altre personali intraprese nel tempo, essi riversano nelle sei canzoni di Cor Ex Putredine. Noctuaria ricorre ad una espressività declamatoria, enfatica, teatrale (“Mente sepolta”) che esibisce con adeguate conoscenza e fermezza, il settore è assai frequentato, ma certo essa non esita dinanzi all’inevitabile confronto, le sonorità poggiano su percussioni tonitruanti che saldano le canzoni l’una all’altra, sovrastate da chitarre poderose che non dominano, inserendosi in un magmatico flusso che evoca severità, Cor Ex Putredine è disco fieramente doom, come la traccia significativamente intitolata “Mortuaria”, uno dei vertici dell’opera, attesta. In essa si ricorre ad una varietà espressiva sempre rispettosa della tradizione: le chitarre incidono linee profonde, la batteria scuote, la voce declama agghiacciante, una formula applicata con ammirevole competenza, in questo genere nulla s’inventa, e la bravura degli esecutori si ripone nella capacità di interpetrarne i canoni. Gli Equisetum riconoscono i loro Padri, facendo propri i gesti di questi ed il patrimonio da essi trasmesso, è un merito che a Noctuaria ed a Mortifero va riconosciuto, un’altra eccellente traccia come “Presenze Oniriche” è frutto palese di studio e di applicazione. È nei suoi sette minuti che si intersecano suoni che riassumono la concezione sempre più ampia di gothic rock, accentuata dal recitato posseduto di Noctuaria e dalle soluzioni sonore adottate da Mortifero, il quale insiste su batteria cangiante e chitarre risolute, tracciando una linea narrativa sulla quale la voce s’innesta con lampante naturalezza ed efficacia. “Prevenar” rallenta la marcia affiancandosi alle schiere del funeral, “Rymohr” aggancia i detriti sonici abbandonati alla deriva (cosmica) dai Maestri svedesi a fine Novecento.

 

 

Vi prego infine di attribuire attenzione all’artwork di Cor Ex Putredine, appropriata interpretazione dei temi (lirici e sonori) che esso sviluppa.