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Pilgrimage: Sigil of the pilgrim sun

Trio proveniente per due terzi da Malta (sede del “Doom over Malta”, uno dei più longevi festival a tema) e per il restante dai Paesi Bassi, con l’aggiunta di un vocalist ospite (preciso, due considerando che su una singola canzone…

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Prehistoric Pigs: The fourth moon

I Prehistoric Pigs hanno pubblicato quattro album, più un dodici pollici condiviso con gli Electric Taurus. Hanno suonato, tanto, in Italia ed in Europa. In quasi dieci anni di attività, Juri e Jacopo Tirelli (chitarra e basso) e Mattia Piani…

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Inner Missing: Deluge

Diverse le forme espositive che si rifanno al doom, nel caso degli Inner Missing da San Pietroburgo, prevale la componente gothic, traducendosi in una serie di brani prevalentemente melancolici, tratteggiati da chitarre che citano i MDB/Paradise Lost ma pure i Katatonia….

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Megalith Levitation: Void psalms

E’ evidente che i complessi che si schierano all’ala più oltranzista del doom stanno (e non è fenomeno che si riscontra da oggi) assumendo le posizioni che furono del black primigenio. Una forma di purezza, di ortodossia che pone in…

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Nekromant: Temple of Haal

Terzetto svedese dedito ad un suono possente che si pone a metà esatta tra doom ed hard rock; tumultuante, sinistro, suddiviso in nove tracce, altrettante schegge ignee che non si lasciano sopraffare dal caos, tutt’altro, lo dominano (“The woods” ed…

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Bottomless: Bottomless

  Mi commuovo ancora, lo confesso, quando m’imbatto in Opere come questa. Bottomless è l’omaggio definitivo all’american doom. L’esperto trio formato da Giorgio Trombino (chitarra,) David Lucido (voce e batteria) e Sara Bianchin si è letteralmente impossessato dello spirito di un…

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Candlemass: Green valley

  Anche per i Candlemass è tempo di pubblicare il live “da lockdown”, rendendo disponibile un’esibizione tenutasi nel luglio dello scorso anno.  Istituzione del doom europeo, gli svedesi furono (e lo sono tutt’ora) fautori di un suono distinguibile intriso d’una epica…

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Mourning Dawn: Dead end euphoria

Quattro anni da “The dead years” (revisione ampliata del loro omonimo esordio datato 2007) e ben sette da “Les sacrifiés”, il tempo è trascorso non senza riservare preoccupazioni ai parigini MD, i quali danno ora alle stampe Dead end euphoria….

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Wizards Of Hazards: End of time

  Onesti gli Wizards Of Hazards, per quell’approccio al doom puro e per il manifestare senza timori la loro divozione nei confronti dei padri Black Sabbath. I quattro finnici si affidano ad una sezione ritmica solida (Amir Nalbandian, basso e Petri Pakarinen,…

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