Voltaire: Boo Hoo

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Ver Sacrum Torna il simpaticissimo Voltaire con un CD ispirato alle sue (dis)avventure sentimentali. La formula musicale non è cambiata molto rispetto alle due opere precedenti dell’artista newyorkese: ballate basate su strumenti acustici, chitarra, violoncello e violino, con il basso e la batteria a tenere il tempo e la bella e profonda voce di Voltaire a stagliarsi su tutto. La musica di Voltaire rimane indefinibile e il fatto che sia uno degli artisti della scena gotica americana più conosciuto al di là dell’oceano, con i suoi dischi in cima alle classifiche di vendita della sua etichetta, la Projekt, rimane in fondo un piacevole mistero. Le sue melodie infatti sono piuttosto inclassificabili, più affini al folk-rock che al gothic: la formula è quella dei cantanti “crooner”, immaginate una specie di Tom Waits ironico e scanzonato. Talvolta la memoria degli Smiths getta l’ombra sui pezzi dell’album, si ascolti ad esempio “Irresponsible”, un brano con un testo esilarante che prende per i fondelli la mania tutta americana del “politically correct”. Senz’altro è la straordinaria simpatia del personaggio a conquistare (e ha conquistato anche me sin dal suo album precedente, Almost Human): i testi infatti sprizzano ironia e ammiccano, sfottendola bonariamente, alla scena americana, con i suoi poseur appassionati di vampiri (“The Vampire Club”) e di antichi (in terra americana si fa per dire…) cimiteri (“Graveyard picnic”). Si diceva che l’album è stato ispirato da fatti sentimentali, non proprio felici: i testi sono pertanto pieni di riflessioni amare ma ironiche dedicate al genere femminile e in particolare, immagino, alla sua ex-fidanzata (non a caso un brano si intitola “Future Ex-Girlfriend”). Non manca in questo album una cover di Bjork, “Bachelor(ette)”, che è uno dei miti di Voltaire. La canzone che si distanzia maggiormente dal tono complessivo dell’album è “Caught a light sneeze”, un brano veramente molto carino con i suoi arrangiamenti che mescolano sapientemente elettronica, strumenti acustici e una base ritmica quasi drum & bass. Insomma, quest’album è da consigliare oppure no? Beh, se amate il personaggio, se avete avuto già modo di apprezzare le deliziose melodie presenti nei suoi album precedenti la risposta non può che essere “sì, senza indugi”, sebbene forse la formula dei suoi album cominci ora a diventare un po’ ripetitiva e a perdere quindi di mordente. Agli altri? Beh, se avete la mente aperta ascoltate le canzoni di questo CD (ad esempio scaricandole dal sito MP3.com): chissà, potreste rimanere catturati, e diventare come il sottoscritto un grande Voltaire-fan. Il Frank Sinatra del Goth???

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