Amplifier: Insider

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Ver Sacrum Gli Amplifier sono un gruppo di Manchester formato dal cantante/chitarrista Sel Balamir, dal bassista Neil Mahony e dal drummer Matt Brobin, tre musicisti dal gusto compositivo davvero fuori del comune, che dicono di essere influenzati da gente come Who, Led Zeppelin, Bowie, Mogwai, Massive Attack e Police, ma che in effetti hanno saputo creare qualcosa che non fa necessariamente pensare a qualcuna di queste formazioni. Il debut album del terzetto (pubblicato nel 2005…) aveva attirato una certa attenzione da parte di pubblico e critica, ma di sicuro il nuovo lavoro farà ancora meglio, anzi la verità è che ad alcuni mesi dalla sua uscita (eh sì, purtroppo lo recensiamo con un po’ di ritardo…) si può tranquillamente affermare che esso ha contribuito in maniera decisiva a far diventare gli Amplifier una cult band. Bisogna aggiungere che questi ultimi si sono guadagnati tale fama anche grazie ai loro travolgenti ed incendiari live-show, ma essendo la musica il tema principale del mio articolo non mi dilungherò oltre sull’argomento appena accennato, e passerò a dirvi che i dodici brani contenuti nel disco sono una vera gioia per le orecchie, ma che secondo me fanno pure bene allo spirito (nel senso che quando si ascoltano cose di questo tipo non si può che essere felici e stare in pace con se stessi!). Non che le canzoni di Sel Balamir e compagni siano particolarmente solari (anzi, direi che è proprio tutto il contrario…), ma è innegabile che la potenza e la bellezza che emanano non possono lasciare indifferenti e le rendono davvero speciali, basti pensare alle ottime “Procedures”, “What is music?”, “O fortuna” e alla titletrack, caratterizzate da un sound che riesce ad essere allo stesso tempo corposo ma delicato, oltre che intricatissimo ma immediato. Difficile dire quale sia il genere di riferimento dei tre ragazzi inglesi, che in effetti accostano elementi post/hard/alternative rock con una certa nonchalance e con un’assoluta padronanza dei loro mezzi, visto che suonano da dio e sanno perfettamente come costruire song lunghe e mai noiose, nelle quali ogni nota ed ogni (dinamico) passaggio è in totale armonia con tutto ciò che gli sta attorno. Inutile dire che se vi piace il rock/metal più ricercato e cerebrale con questo cd andrete sul sicuro, ma vorrei lasciarvi con un monito: sappiate che una volta che lo avrete sentito non riuscirete più a farne a meno, per cui vedete un po’ voi se vi conviene farlo o meno…

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