AA.VV: Condolence: Paris

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Non si può ignorare questa iniziativa curata dalla  Blackjack Illuminist Records, piccola label independente di stanza a Berlino, alla quale ha dato il suo contributo, fra gli altri, la nostra Natalie C.: prima di tutto per il generoso scopo che si prefigge – il ricavato delle vendite sarà infatti  devoluto in beneficienza! – e per la preziosa opportunità di riflessione che offre, all’indomani di un tragico evento come gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, circa il valore e il senso che l’arte e la musica hanno in una situazione di perdita e lutto come questa, ma anche perché rappresenta una selezione di rilievo della produzione a livello internazionale in campo cold/darkwave ed elettronica in generale. Condolence: Paris è il titolo della compilation di sedici tracce, ciascuna delle quali è nata dall’adesione delle band all’invito a mettere in musica stati d’animo e pensieri – chiaramente tristi – che le vittime di quel giorno, soprattutto al Bataclan, hanno suscitato. Dei brani che, ovviamente, sono contraddistinti dallo stile peculiare di ogni gruppo, andrebbero ascoltati con attenzione, insieme alla musica, anche i testi, nel loro rimandare all’abisso del dolore umano dando voce a emozioni che, certamente, hanno toccato tutti quanti noi. Vediamo un po’ nel dettaglio: del progetto Leonard Las Vegas che, con “Nous Allons À Paris”, apre la raccolta fanno parte David Kandert e Alexander Leonard Donat e quest’ultimo, punto di riferimento della stessa label, è un po’ il ‘deus ex machina’ dell’intera iniziativa oltre ad essere presente, come vedremo, anche in altri progetti in essa rappresentati. Il pezzo in questione, dalle sonorità sognanti di impronta tipicamente shoegaze, cattura con il suo malinconico languore. La traccia seguente “L’Hiver Arrive” de  L’Ordre d’Héloïse è caratterizzata da un clima assai più oscuro in cui risaltano la bella chitarra dai suoni incisivi ed il canto intimsta e straniante e poi, dopo la synthwave di stampo classico di Paradox Obscur (“Boulevard Voltaire”) c’è il contributo italiano di Wanda Wulz che con “Il Tempo Del Silenzio” propone un testo bellissimo e la consueta ‘depressa’ eleganza delle sue freddissime tastiere. Riappare poi Alexander Leonard Donat con “Stadion” del suo progetto Vlimmer,che qui sperimenta ritmica in stile tribale, note ‘taglienti’ di chitarra e colori decisamente lugubri ed il mood permane anche nel successivo brano di The B.H.D. The Black Hotel’s Doorkeepers del francese David Droz, “Blood Under The Spotlight”, il cui triste quanto suggestivo testo proviene fra l’altro proprio dalla penna della nostra Natalie (Lory Fayer). Lo svizzero Reto Mäder, poi, con il suo progetto RM74, ci dà un esempio di astratti paesaggi ambient in “Lendemain” e il piano di “Resigned” di Proavis ci regala un malinconico momento meditativo. Delle tracce successive meritano la menzione, fra gli altri, la cupissima “Message”, a cura di una della ‘reincarnazioni’ di The Danse Society, quella con la voce di Brian Shaughnessy; belle anche “Resurrex”, aerea ed evocativa ballata elettronica dei russi Want/ed & Vlada Haruhi e l’insolita “Paris, Oh, Paris!” di Feverdreamt, ulteriore progetto di Alexander Leonard Donat, una sorta di lamento funebre dal sapore orientaleggiante, che chiude una compilation davvero ricchissima di interesse.

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