Mills: Monochrome

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In attività dagli anni ’90 i Mills, attualmente un duo costituito dagli austriaci Alexander Steiner e Walter Glatz, hanno da poco pubblicato l’album Monochrome. Sul piano dello stile, i due sono più vicini alle forme ‘moderne’ del postpunk (Editors, Interpol) piuttosto che ai modelli del passato, ma si sono dimostrati sensibili anche ad altre influenze, come il synthpop o il neofolk, che si percepiscono chiaramente e rendono la loro musica più composita e meno convenzionale. Monochrome contiene otto tracce generalmente di buon livello, un ascolto lineare e piacevole anche se, a dire il vero, un po’ carente di emozioni. Apre con tristi arpeggi “Train to Berlin”, uno dei brani più belli e suggestivi, reso omogeneo e denso dalla tessitura ‘sintetica’, popolato di ombre e pensieri malinconici. Poi, “A Little More” conserva lo scenario ‘introverso’ intensificando, tuttavia, le tinte synthpop e in “Lost”, una sorta di ballata impreziosita da una splendida chitarra, si evidenzia anche la portata emotiva della voce di Walter Gratz. Con “Neon”, invece, il contesto si anima di sfumature elettroniche sottili e vagamente decadenti, mentre “New World” opta per un’atmosfera assai cupa ma un’impostazione tutto sommato più varia e complessa; “Wish”e “Edge” sono esempi classici di postpunk ‘corrente’ in chiave Interpol. Infine, l’incisiva chitarra di “Border” conclude con un ‘folkeggiante’ momento evocativo un album interessante e sufficientemente ricco di idee.

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