Stoa: Zal

0
Condividi:

Ver Sacrum Finalmente, dopo sette anni di lungo silenzio, tornano a farsi sentire con il loro nuovo lavoro gli Stoa, uno dei gruppi fondamentali della scena “etereal” di questo ultimo decennio. Il loro terzo CD, Zal, presenta molte novità dal punto di vista produttivo (è cambiata l’etichetta discografica, ora diventata la tedesca Dark Dimensions) e della formazione (una nuova cantante, Antje Buchheiser, ha preso il posto di Conny Levrow), ma risulta molto coerente e in linea con il passato dal punto di vista dello stile e dell’ispirazione lirico-musicale. Olaf Parusel, fondatore e mente del gruppo, nel corso degli anni ha dato agli Stoa un’impronta che li rende inconfondibili nel panorama mondiale, quali portabandiera di raffinate sonorità neoclassiche e romantiche, malinconiche e sensuali al tempo stesso. Si tratta di musica di alto livello, una spanna (e anche di più) al di sopra della media, che ha i suoi punti di forza nella capacità compositiva di Parusel, nella scelta di vocalist femminili sempre eccellenti, nell’accompagnamento acustico di violoncello e oboe ad una struttura fondata sull’utilizzo di tastiere elettroniche. In Zal si alternano brani strumentali di squisita ricercatezza pianistica, come l’iniziale “I held the Moon”, a canzoni di struggente bellezza e armonia stilistica, accompagnate da splendidi testi tratti da Joyce, Verlaine, Shakespeare, Blake, Rilke etc. Dato che non è possibile citarle tutte segnalo senz’altro “I wish you could smile”, riproposizione “alla Stoa” del brano dei Black Tape for a blue girl e la meravigliosa “Chanson d’Automne”, perfetto esempio dell’atmosfera di languida e melodiosa tristezza che solo la musica degli Stoa sa esprimere. Come sempre, ineguagliabili!

TagsStoa
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.