Centrozoon: The scent of crash and burn

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Ver Sacrum I Centrozoon sono un gruppo formato da due tedeschi, Markus Reuter e Bernard Wöstheinrich, insieme all’inglese Tim Bowness. La loro proposta, se non completamente da disprezzare, nemmeno convince appieno: nei cinque pezzi di questo mini-CD i Centrozoon mescolano synth-pop raffinato e un po’ melenso alla Wolfsheim (fermi, non scappate!!!) ad elettronica minimale interrotta da break in stile drum & bass, fino a sonorità di sapore ambient-darkwave. “Ten versions of America” è il pezzo trainante del mini-CD ed è qui riproposto in due versioni, la radio edit più orientata al synth-pop, forse un po’ troppo “fighetta” con la sua elettronica danzereccia ma sempre molto controllata, e la versione “full” dagli arrangiamenti più strutturati e interessanti. “Make me forget” non è un brutto brano ma non rimane nemmeno troppo impresso nella mente; segue quindi “The me I knew” che con i suoi ritmi lenti, i suoni pieni di eco e riverbero, ripetuti per 8 lunghi minuti, provoca alla fine un effetto che più che ipnotico tende al soporifero. La title-track infine per altri 7 minuti mescola un sottofondo di tastiere a rumori metallici, interventi di synth e di chitarra con il suono deformato dagli effetti, inserti di drum-machine e la voce molto – forse troppo – carica d’enfasi di Tim Bowness. The scent of crash and burn non è perciò un capolavoro anche se, come indicato, qualche spunto interessante non manca: nuoce ai Centrozoon la tendenza a costruire dei pezzi un po’ troppo cerebrali e di maniera e troppo poco viscerali, nonché l’eccessiva carica enfatica impressa nella voce del cantante. Comunque si può dare al gruppo un’altra possibilità.

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