Dave Gahan: Paper Monsters

0
Condividi:

Ver Sacrum L’album solista di Dave Gahan, carismatico front-man dei Depeche Mode, ha lasciato molti di sorpresa visto che fino ad oggi lui nel gruppo inglese non ha mai composto un solo brano. Paper Monsters sicuramente farà venire un “coccolone” ai fan dei Depeche Mode di vecchia data: se quanto meno la prova solista di Martin Gore (si veda recensione qui di seguito) per quanto estremamente diversa da ogni CD pubblicato dai Depeche ne riprende comunque il “mood” generale, l’esordio di Gahan è invece molto AOR – Adult Oriented Rock -, qualcosa che con la giusta promozione potrebbe far ottenere al suo autore un enorme successo commerciale soprattutto negli Stati Uniti. Non che questa sia una cosa negativa, o almeno non completamente, visto che è nei brani più rock (alcuni quasi blues) di questo disco che si raggiunge l’eccellenza: il singolo “Dirty Sticky Floors”, la meravigliosa “Bottle Living” – blues acidissimo -, “Black and blue again”, sono dei pezzi veramente ottimi per quanto con i Depeche c’entrino relativamente poco (non dimentichiamoci che in fondo “Personal Jesus” era un pezzo blues, elettr(on)ico ma blues). I toni del disco sono comunque estremamente vari: accanto a pezzi rock ci sono anche ballate, molte, forse troppe, con arrangiamenti piuttosto vari tra loro, che mescolano strumenti acustici ed elettrici con sonorità elettroniche (“A little piece”, “Hold on”); c’è anche un brano di stampo pop-elettronico – bruttarello e un filino troppo fighetto – come “I need you”, accanto a cose più personali e pregnanti come “Bitter Apple” (con dei bellissimi arrangiamenti di archi) o “She said (Goodbye)” che chiude in modo eccelso questo disco. In generale siamo quindi di fronte a un CD piuttosto commerciale che affianca brani di livello vario che, ad eccezione, della tremebonda “Stay”, una melensissima e goffa ballad dal testo banale in modo imbarazzante, e della già citata “I need you”, raggiungono ampiamente la sufficienza. La splendida voce di Gahan poi non può che impreziosire il tutto e conquistare l’ascoltatore, sia esso o meno un fan dei Depeche. Certo che per ascoltare Paper Monsters bisogna quanto meno essere di mentalità aperta e non allergici alla musica rock: per intenderci, chi pensa che i Depeche Mode dopo Violator siano finiti stia lontano da questo disco come la peste. Per tutti gli altri, invece non aspettatevi un’opera eccelsa come Counterfeit 2 di Martin Gore, ma un onestissimo e piacevolissimo disco rock fatto da un grandissimo vocalist. Che il mondo sarebbe un posto assai migliore se tutto ciò che si trova nelle classifiche fosse di questo livello… P.S.: una grossa mano nella realizzazione di questo disco a Gahan gliel’ha data Knox Chandler che vanta nel suo curriculum collaborazioni di tutto rispetto (Creatures, Siouxsie & the Banshees, Psychedelic Furs, etc.).

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.