Dismantled: PostNuclear

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Ver Sacrum Vado a leggermi il libretto allegato a questo album dei Dismantled e chi ti trovo nella lista delle persone ringraziate dalla band? Addirittura Mr Davey Havoc e i suoi AFI, un nome forse poco familiare ai lettori di Ver Sacrum ma che tutto sommato si collega abbastanza bene all’ambito musicale di cui fanno parte gli autori di PostNuclear, visto che in entrambi i casi si parla di metal contaminato dall’elettronica e anche da molti altri generi (con gli AFI si può perfino parlare di punk-rock!!). Il secondo cd di Gary Zon e compagni è infatti il classico lavoro che può mettere un po’ tutti d’accordo, e che può piacere parecchio sia a chi è più abituato alla pesantezza e agli estremismi del metal che a coloro che apprezzano maggiormente i suoni sintetici e manipolati dell’industrial o dell’electro. E non è finita qui, perché i Dismantled non sono la solita band fotocopia di Marilyn Manson o dei Rammstein, ma anzi possono essere più facilmente ricollegati a gente come :Wumpscut: o meglio ancora ai Nine Inch Nails. La somiglianza con questi ultimi è molto evidente e si basa soprattutto sull’accostamento (all’interno dello stesso brano) di parti potenti e aggressive con altre che magari puntano più sulla melodia (nel disco non è affatto raro sentire anche il suono di un piano…). Ovviamente questa alternanza è un fatto assolutamente positivo perché accentua il dinamismo dell’album, rendendolo molto gradevole e soprattutto mai noioso (nonostante i circa sessanta minuti di lunghezza!). Interessante anche l’uso della voce, che compare sia nella versione effettata che in quella pulita: sicuramente Gary Zon deve molto a Trent Reznor e non nasconde che egli sia la sua principale fonte di ispirazione, ma in generale direi che la sua prova è più che convincente un po’ in tutti i brani. Niente male neanche gli intermezzi ambient e le atmosfere oscure e opprimenti che compaiono qua e là nel cd, utili soprattutto a rafforzare l’idea che esso sia un insieme (ben amalgamato!) di sonorità in netto contrasto tra loro. Come ho già detto infatti è proprio questo il punto di forza di PostNuclear, un lavoro dall’impatto devastante che sicuramente non mancherà di incontrare il favore di tutti coloro che vedono di buon occhio la mescolanza tra generi diversi.

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