One-man-band proveniente da Londra e facente capo a Darryl Kruger, fiero cultore di sonorità gothikeggianti riferentesi sopra tutto a Garden Of Delight ed ai padri Fields Of The Nephilim, il quale celato sotto il monicker Descendants Of Cain propone questo mini di quattro pezzi dotati di notevole energia. Ampio l’utilizzo di inserti elettronici (come in “Age of Icons”) a rinforzare il tessuto di ogni singola track, con l’opener “The face within the mirror” subito a dettare le coordinate del disco. Cantato enfatico, strumentismo che risente della ristrettezza della formazione ma che fornisce un adeguato supporto ritmico, come nella dura e possente “Alive”, dall’impatto stordente e dotata di tastiere epiche e chitarre vigorose, o nella finale “The real”, compendio di quanto suesposto. Ovviamente, considerata la brevità della proposta, da riconsiderare su distanze più ampie; “The book of changes” resta comunque un buon disco, prodotto da un artista senza dubbio volonteroso.