Headscan: Pattern Recognition

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Ver Sacrum Il 2005 si chiude con il botto per l’Alfa Matrix, che con la pubblicazione di “Pattern Recognition” degli Hedscan (unitamente a “The Failure Epiphany” di Unter Null, che pure trovate tra le recensioni di questo mese) mette a segno due dei migliori colpi dell’anno. Il duo canadese realizza un album assolutamente impeccabile sotto il piano dell’aspetto tecnico; un prodotto di qualità sopraffina che spazia dall’elettronica piu’ ballabile al confine con la techno-trance, ad oscuri momenti prossimi alla dark ambient. Un viaggio nello spazio oscuro ed infinito, attrraverso suoni dalla purezza cristallina, per un disco da cui emerge (cosa sempre piu’ rara) una personalità ben definità, una chiarezza d’intenti ed obbiettivi. Il viaggio nello spazio si apre in maniera sinuosa, tra i vortici oscuri di “Terra Incognita”, per poi esplodere nei bagliori di luce di “Synchrony”, uno dei momenti piu’ brillanti del disco, un caleidoscopio di luci che trascinano alla danza e fanno viaggiare con la mente (consigliato l’ascolto di questo disco in cuffia, meglio se al buio). Tra le altre tracce, citazione per “Lolife” (secondo singolo estratto dall’album, dopo “Dead silver sky”), uno degli episodi piu’ “cupi” del disco e “Carnal knowledge”, altro pezzo che si muove sulle coordinate “technoidi” di glaciale bellezza sperimentate con “Synchrony”. “Pattern recognition” è una gemma oscura di assoluta bellezza, 14 tracce che si snodano una dopo l’altra senza stancare, un’affascinante odissea nello spazio sonoro.

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