Reliquary: Winter World

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Ver Sacrum Album d’esordio per il gruppo statunitense dei Reliquary che finalmente riportano in auge il gothic rock americano con un ottimo lavoro che mi fa subito venire alla mente le sonorità dei grandi Faith of the Muse, o ancora di più degli ormai molto lontani Requiem in White. Gotico americano dunque, oscuro e potente, basso, chitarra e tastiere in primo piano più una voce femminile sensuale ed evocativa, che costruisce elaborate linee melodiche: questo è Winter World. Ma giustamente siamo anche negli anni 2000 e non si può certo dire che i Reliquary vivano solo del passato; nella loro musica i richiami elettronici sono certamente presenti (e i ringraziamenti a gruppi come The Last Dance o Cruxshadows lo fanno capire chiaramente, come il look di Suriel e del buon (!) Loki), ma l’approccio di fondo della loro musica rispetto a quello degli ultimi due gruppi testé nominati è certamente molto diverso, molto più “dark” e romantico, come denota anche l’uso delle tastiere alla Cure, ad esempio nella bella “Trinity”. Kara alla voce, Loki alle chitarre e Suriel al basso e tastiere riescono a costruire un muro di suoni ricco di suggestioni e di affascinanti linee melodiche che non ha cadute di tono per tutto l’album dando vita ad un insieme molto unitario e compatto, senza per questo risultare ripetitivo o monotono. Tutti i brani meritano di essere nominati, ma non si può non citare almeno la conclusiva “Lakme”, tema molto famoso di Delibes, ripreso anche nel prologo, che costituisce una sorta di punto di riferimento del CD, reinterpretato in maniera davvero notevole ed originale. In conclusione un lavoro che mi ha colpito e appassionato e che raccomando con forza a tutti gli appassionati del genere.

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