Changes: Lament

0
Condividi:

Ver Sacrum Nonostante siano considerati come degli antesignani del neofolk, al di là del valore storico non ho mai apprezzato i Changes più di tanto. Hanno una scrittura mediocre, e non riesco a non paragonarli a dei Simon & Garfunkel con la fissa per i temi “oscuri”, che non è un bel complimento. Eppure i loro album non sono mai del tutto inascoltabili, dato che di pezzi buoni ce ne sono sempre. Solo che non si elevano mai dalla media, e tutto questo rispetto dovuto per il gruppo è altamente fuori luogo. Anche in quest’album la formula è la stessa degli ultimi 40 anni, con “Lament / Flying…(Requiem)”, una delle prime tracce, che esemplifica il modello canonico dei Changes: chitarra strimpellata, doppia voce dall’andamento impetuoso e… e basta. C’è spazio anche per delle nuove versioni di tre tracce già edite che poco aggiungono al disco, anzi, sottolineano ancora di più l’immobilità del gruppo. Eppure l’idea di aggiungere un piccolo poema recitato alla fine di ogni brano è ottima, e non inficia l’ascolto, ma anzi aggiunge quel piccolo tocco che li salva. I momenti migliori sono i Der Blutharsch che mettono mano a “Mountains Of Sorrow (Remix)…(In You)” e l'”Invisible Man” di H.G. Wells per un disco che, senza infamia e senza lode, piacerà principalmente a chi ha già apprezzato i dischi precedenti.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.