Austin Wright: “Tony & Susan”

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Uscito alcuni mesi fa, Tony e Susan è un romanzo costruito in modo complesso e raffinato, un apprezzabile esempio di come due trame del tutto indipendenti fra loro possano interagire, intrecciarsi e, addirittura, incorniciarsi reciprocamente, arricchendosi in questo modo di significati e suggestioni.

L’autore, l’americano Austin Wright, fu del resto un uomo dalla cultura solida ed ampia: laureato ad Harvard, professore di letteratura, scrisse alcuni libri, dei quali questo è il più conosciuto; prima della riproposta da parte di Adelphi, il volume era stato edito da Rizzoli nel lontano 1994 ma non aveva avuto grande risonanza. La motivazione dell’iniziale disinteresse dipende, a mio avviso, dalla complessità dell’opera e dall’impegno che la sua lettura richiede, considerando anche il fatto che essa contiene, fra le altre cose, una cupa vicenda horror che non ha nulla da invidiare alle pagine più forti di Stephen King.

Il titolo trae in inganno: Tony e Susan, i protagonisti del romanzo, in realtà non si incontrano mai fisicamente in quanto esistono in ‘mondi’ diversi: Tony, infatti, vive nel libro che Susan legge, quello che l’ex marito le ha offerto per una valutazione. Susan invece fa parte del volume che leggiamo noi: è una borghese colta, moglie di un famoso medico e al centro di uno scenario organizzato a sua misura; quanto questo suo ambiente sia tranquillo e sereno, poi, sarà lei stessa a scoprirlo nel corso dell’inquietante lettura di Animali notturni, il manoscritto che Edward le ha inviato. In esso si narra la storia del placido professore di matematica Tony che, durante un viaggio di piacere, subisce  la violenza di un gruppetto di delinquenti che gli rapiscono la moglie e la figlia per stuprarle e sopprimerle con efferata crudeltà. La vicenda è assai coinvolgente, sia per Susan che per chi legge alle sue spalle e presenta in effetti molte pagine ricche di suspense.

La vita di Susan e di Tony sono dunque sviluppate dall’autore separatamente e in modo autonomo, almeno all’inizio; da un certo punto in poi, però, risulta evidente che Animali notturni influenzerà profondamente il quotidiano della nostra protagonista: mentre segue con apprensione le sventure di Tony e gli stati d’animo ad esse collegati, è sulla propria vita che lei si interroga. Il fatto che la storia sia stata scritta da un uomo che ha avuto in passato un ruolo così importante la stimola a ripensare quel passato, a rievocarlo ed a confrontarlo con il presente, ingannevolmente pacifico ma con un retrogusto amaro. Gli orrori vissuti da Tony, personaggio ‘di fantasia’, sembrano disorientarla e sconvolgere la tranquilla esistenza fatta di piccole incombenze quotidiane, la cura dei figli, l’appoggio al marito ed alla sua carriera; tutto il mondo, in pratica, che Susan si era costruita intorno pare messo in pericolo dall’apprensione che la lettura di quel particolare volume – di cui è autore Edward! – genera in lei.

Il romanzo nel romanzo Animali notturni, per quanto ben congegnato e ricco di colpi di scena, non contiene in effetti il messaggio di Tony e Susan: le riflessioni che noi lettori non possiamo non fare riguardano un tema forse meno ‘horror’ ma comunque impegnativo, cioè l’influsso che la letteratura può avere sul modo di sentire di chi ne fruisce. La protagonista è coinvolta in ciò che legge perchè si compenetra nella storia ma le ragioni dell’inquietudine da cui è presa non stanno solo nella brutta vicenda di Tony: il libro ha dato origine ad una catena di pensieri, ha provocato l’insorgere di timori e dubbi; attraverso quel libro è la vita stessa di Susan ad essere messa in discussione. Un’astuzia dell’ex marito? Può darsi, tanto è vero che anche lei si pone il quesito. A tratti il dover riconoscere l’abilità di Edward la stizzisce; altre volte quasi le sembra che con questa sua opera egli sia riuscito a riconquistare il dominio delle sue emozioni, come ai tempi del loro matrimonio quando lei ancora lo amava. Di certo, nel racconto che l’ha così presa, il suo ex marito ha posto una parte di sé e in questo modo ha ristabilito una relazione sostanziale con lei che ora è lettrice. Il problema è che, in questa relazione, è lui che ‘comanda’ mentre lei si ritrova a dover dipendere dallo svolgimento e dall’esito che lui ha voluto dare alla storia. Nel momento stesso in cui Susan percepisce il turbamento che Edward ha fatto in modo di trasmetterle mediante la pagina scritta, sa già anche che non vi si potrà sottrarre e che quindi, per quanto lei cerchi di opporsi, la sua vita personale è stata messa in crisi, forse irrevocabilmente. A noi che siamo fuori dal libro e ci limitiamo a leggerlo sorge spontanea la considerazione: è tanto grande il potere della letteratura? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma noi crediamo proprio di si…

Austin Wright, “Tony & Susan”, Adelphi 2011, pag.432, € 19,50

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