Martello: Martello

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Con questo suo progetto solista Davide Pergolesi si inserisce in una scia, che all’estero ha degli storici ed illustri maestri, come i Goethes Erben in Germania e gli Éros Nécropsique in Francia.
Un cabaret musicale, con testi ben scritti, con riflessioni, doppi sensi e, in qualche caso, anche “Coup de théâtre” che conducono verso una fine diversa da quella più scontata che chi ascolta avrebbe immaginato. declamati su delle basi musicali, il cui scopo principale è dare loro enfasi ed un’atmosfera.
La musica è difficile da categorizzare: suoni non eccessivamente pieni e sovrapposti, quindi dall’animo minimalista, delle buone basi ritmiche che svelano che Davide è un batterista e piccole armonie, pennellate di synth e chitarra, che spesso servono a dare spessore ed enfasi ai dettagli, ad accompagnare le emozioni descritte, o in alcuni casi, come in “Affettare il pane”, solo lasciate intuire…
In questo EP sono presenti sette pezzi, il primo “Ghiaccio Bollente” e un pezzo che su una base ipnoticamente, ossessivamente ritmata cerca di trasporre il controsenso del titolo, descrivendo situazioni dove sono presenti due estremi…..che come ci ricordano i paradossi, spesso si toccano e si somigliano molto più di quello che fanno pensare le apparenze.
In “Due Parole” una batteria ritmata e la tastiera tagliente che la accompagna sembrano descrivere una situazione angosciante, mentre in fondo la cosa di cui si parla è un banale oggetto.
Anche nella già citata “Affettare il pane” è evidente, profondo il contrasto tra il testo, apparentemente banale, una bucolica descrizione dell’ordinario quotidiano, ed una musica gravida di una tensione quasi palpabile, che forse descrive il non detto, il nero che spesso si nasconde dietro le facciate dipinte di bianco.
“Il vuoto sopra di noi” è estremamente lento, di una lentezza pesante, come i “sospiri di piombo” di cui parla il testo, il peso insopportabile del vuoto, del momento in cui la realtà soffoca i sogni, sostituendoli con (parafrasando il testo di Martello) un vuoto che soffoca.
“Pausa caffe” dietro il suo dialogo apparentemente banale nasconde il quotidiano… le ore che gli obblighi e la routine sottraggono alla nostra vita, sostituendoli con le ore artificiali, fredde e meccaniche che sembra descrivere la musica, sintetica, e che pare esprimere la monotonia di gesti sempre uguali, che in fondo avranno sempre “gusto di circuito bruciato”.
“Scomodi silenzi” descrive l’angoscia di fronte a questa mancanza di suoni, spesso imposto, da chi ha il comando, dalla solitudine, dalla morte.
“Paga” ha una speranza, che un giorno la vita presenti il conto a chi detta le regole del gioco, chi decide il prezzo, di mercato, e, spesso, soprattutto morale di ogni cosa. “Essi pagheranno”… questa frase sembra troneggiare nelle tonalità più luminose che contrastano con una base carica di tensione…. la luce che brillerà nei nostri occhi quando anche loro, finalmente, pagheranno.
Per concludere un bel lavoro, non banale, con delle cose da dire… e delle domande da porre, prima di tutto una, sempre la stessa “Existence well what does it matter”.

Per informazioni: https://itunes.apple.com/it/album/martello/id939498714
Web: https://www.facebook.com/martellomusica
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