Artrosis: Melange

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Ver Sacrum Ho l’impressione che a parecchi ascoltatori il nome di questa band proveniente dalla Polonia non suonerà particolarmente familiare: molto spesso infatti, a causa di problemi legati alla distribuzione, alcuni gruppi rimangono pressoché sconosciuti al di fuori del loro paese di origine. In questo caso comunque abbiamo a che fare con una band che ha già una lunga carriera alle spalle ed è famosissima in madrepatria, dove viene considerata come il miglior gothic act in circolazione. Vorrei sottolineare che, a mio parere, la descrizione della loro proposta musicale non può limitarsi al menzionare un unico genere perché le undici tracce di Melange, pur trovando nel gothic un solido punto di appoggio, inglobano anche altri tipi di influenze come ad esempio quelle del metal e dell’elettronica. Il processo compositivo che sta dietro ai brani degli Artrosis non si ferma però al tentativo di amalgamare i generi appena citati, cosa che molte altre bands di oggi stanno facendo, ma va molto oltre dato che la loro musica è anche caratterizzata da una forte vena progressive/sperimentale. I brani sono infatti piuttosto complessi e mai scontati, lontani quindi da quell’immediatezza che spesso contraddistingue i gruppi a cui si faceva riferimento in precedenza e che, in alcuni casi, li rende anche un po’ troppo simili l’uno dall’altro. È quindi l’originalità della proposta ciò che più colpisce di questo Melange, sottolineata tra l’altro da parti vocali decisamente fuori dal comune ad opera della brava Medeah, sempre attenta a sviluppare il proprio stile e a sperimentare con la propria voce. Un album sofisticato e “difficile” quindi, ma dotato di un fascino molto particolare…

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