Act Noir: Cosmo Minimized E.P.

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Custodisco gelosamente il primo, omonimo demo degli Alma Mater, gruppo che allora suscitò in me genuino entusiasmo ma che poscia, pur troppo, smarrii. Mea culpa. Ma la benevola Dea Fortuna mi concede ora la possibilità di rimediare! Act Noir è la prosecutio naturale di quell’esaltante esperienza artistica. Mutata nella sua quasi totalità la line-up, essendo unico superstite della vecchia formazione Sergio Calzoni, arricchita la porposta di nuove, intriganti sonorità e giovandosi di un cantante superiore alla media quale Nicholas Hill, i nostri muovono ora alla ricerca di meritati riconoscimenti, forti di un prodotto di elevata caratura. Le dichiarate influenze wave degli esordi si sposano ora alla ambient evoluta come al neo-progressive. I singoli pezzi ne sono chiarissimo esempio, trovandovi scheggie del Sylvian solista, come di Porcupine Tree, Jansen-Barbieri-Karn, trip-hop… Tutti si posizionano su di un livello medio-alto, l’opener “This something” (ehi, si materializza il fantasma di David Sylvian!), “Swerved rooms”, molto stevewilsoniana, le liquide linee di chitarra di “Lithium Flowers”, brano che non sfigurerebbe su un “Gone to earth” (indovinate di chi?), la strumentale, caleidoscopica “Automatisme psychique”, ma i paragoni che sto richiamando fungono solo da mero supporto nel vano tentativo di descrivere compiutamente le emozioni che mi accompagnano in questo piacevolissimo viaggio. C’è molto di personale tra i solchi argentati di questo dischetto, e va lodato questo gruppo che non indulge in facili imitazioni di campioni riconosciuti dall’audience più distratta. Un lavoro umbratile, discreto, genuina sintesi di anime sensibili, godibilissimo pur se mai sfacciatamente pop. Voglio citare, meritano lode, gli altri componenti il gruppo, ovvero il bassista Michele Gozzi, il chitarrista Stefano Nieri ed il batterista Claudio Pilati.

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