Ataraxia

0
Condividi:
Francesca Nicoli

Francesca Nicoli al Jungle Club foto di Ankh

OK, ci siamo: siamo arrivati al punto in cui non sono più in grado di tenere il conto del numero di concerti degli Ataraxia a cui ho assistito: credo certamente di aver superato la decina, ma non saprei dire con certezza il numero esatto. Dal 1992, anno della loro esibizione nella sede storica del Circolo degli Artisti a via La Marmora ad oggi sono successe veramente tantissime cose: a quell’epoca la musica di stile etereo, sia ispirata dalla musica antica sia mutuata dai primissimi esploratori (Dead Can Dance e Cocteau Twins su tutti) in ambito new wave, era materiale raro e prezioso, e probabilmente non era stato nemmeno coniato un nome per questo genere musicale. E’ in questo contesto che lessi un annuncio su Rockerilla in cui si parlava di un gruppo dotato delle caratteristiche che andavo cercando, e così decisi di comprare subito Nosce Te Ipsum e, poco meno di un anno dopo, fu notizia gradita quella del loro concerto a Roma. Da quel giorno sono stati pubblicati, oltre a un altro demo, qualcosa come dieci CD, due mini, un live e due compilation, e sono considerati uno dei capisaldi del genere a livello internazionale.

Purtroppo si tratta di una forma musicale che non riscuote grande successo in Italia, quindi gli Ataraxia sono spesso costretti a suonare in locali poco adatti; questo è esattamente il caso del Jungle che, senza nulla togliere al locale in sé e per sé, impedisce al gruppo di fare la loro classica esibizione in grande stile. Il pubblico non è foltissimo ma nemmeno particolarmente scarso, vista l’accoglienza qui riservata ad altri gruppi nel passato più o meno recente.

I quattro musicisti salgono sul palco alle undici passate, dopo aver chiacchierato un po’ tra loro come li ho visti fare spesso. Manca il mimo (probabilmente per questioni di spazio sul e fuori dal palco) e, come mi aspettavo viste le novità dell’ultimo periodo, al posto del vulcano Francesco Banchini (GOR) si può trovare il nuovo percussionista Riccardo Spaggiari. Durante il concerto hanno eseguito brani da un po’ tutto il repertorio, a partire da “Tu es la force du silence”, tratta dal suddetto demo tape e qui eseguita con un arrangiamento molto diverso, fino a brani tratti dal loro nuovissimoSaphir, come “Azur” o “The gentle sleep” o ancora “D’arc d’harpe”, passando per molti loro classici come “Oduarpa” o “Encrucijada”.

Vittorio Vandelli e Riccardo Spaggiari

Vittorio Vandelli e Riccardo Spaggiari al Jungle Club foto di Ankh

La loro musica non finisce mai di stupirmi per la sua bellezza ma soprattutto per la complessità dei riferimenti in essa contenuti. Il nuovo percussionista è in gamba, anche se chi lo ha preceduto aveva una versatilità tale, sia dal punto di vista strumentale che da quello vocale, che ad oggi sono ben pochi i possibili paragoni; ciononostante la resa non è stata affatto malvagia. In questo concerto invece ho avuto l’impressione che la voce di Francesca Nicoli fosse poco in forma rispetto ad altri frangenti. Sia chiaro, le sue capacità rimangono invariate ma mi è sembrato, soprattutto all’inizio del concerto e sui toni più bassi, di sentire diversi cedimenti che in altre occasioni non avevo mai sentito. Sicuramente si è trattato di una questione momentanea e non dubito che, alla prossima occasione, nella speranza che sia in un ambito diverso (magari un castello come talvolta capita…), ritornerà ad essere in piena forma.

Nonostante ciò si è trattato di un concerto piacevole, in una serata nemmeno troppo rovente se si considera la stagione, il che ha permesso al pubblico di godersi abbastanza bene la musica, anche se forse un condizionamento leggermente più alto ci sarebbe stato bene. Non mi resta che attendere il prossimo concerto del gruppo emiliano, che continua il suo percorso magico attraverso il tempo.

Links:

Ataraxia – sito ufficiale

Francesca Nicoli

Francesca Nicoli al Jungle Club foto di Ankh

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.