Decadence Special

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All Gone Dead

All Gone Dead al Decadence, Foto di Grendel

Era da tanto che non mi capitava di metter piede al Kindergarten (che fino a un anno e mezzo fa si chiamava Officina Estragon e ospitava concerti rock/metal…) e mi ha fatto piacere tornarci anche se, a dire il vero, me lo aspettavo un po’ diverso rispetto ai vecchi tempi. In realtà di cambiamenti ce ne sono stati ben pochi, e infatti ho ritrovato il solito “stanzone” che sembra un incrocio tra un centro sociale e un locale vero e proprio, inoltre ho potuto constatare che, così come accadeva in passato, lì dentro si muore letteralmente dal caldo. Unica vera novità la presenza di una seconda saletta e la riorganizzazione del palco, che adesso è circondato da una rete metallica e assomiglia ad una gabbia.

In questo luogo non propriamente grande e non particolarmente bello si è svolto il Decadence Special, ovvero una serata dedicata all’extreme clubbing, ai concerti dal vivo e a vari tipi di performance fetish e di body-modification. Quelli di voi che hanno l’abitudine di presenziare ad eventi del genere (che in Italia non sono neanche così rari, e che di solito si svolgono in città del centro e del nord) sanno bene che talvolta, e per svariati motivi, possono risultare un po’ deludenti, ma in questo caso direi che il tutto si è rivelato più che soddisfacente e che il divertimento non è certo mancato.

Il party è iniziato abbastanza presto, difatti già dalle ore 23.00 il locale ha cominciato a riempirsi e non molto tempo dopo sono saliti sul palco gli All Gone Dead, giovanissima band (con base in quel di Londra…) fondata da un ex membro dei Tragic Black. Ho una certa simpatia per la scena “nu death-rock”, ma devo ammettere che spesso le formazioni che ne fanno parte sono più belle da vedere che da ascoltare: la musica che propongono è tutto tranne che fresca o originale, e anche se in un primo momento può risultare piacevole e orecchiabile, alla lunga tende ad annoiare un po’. Nel caso di Stich e compagne (una chitarrista abbigliata in maniera abbastanza sobria e una bassista che farebbe soldi a palate se andasse a farsi fare foto a pagamento a Piccadilly Circus…) c’è ben poco da dire in questo senso, il sound è quello che è e man mano che le canzoni si succedevano il mio coinvolgimento diminuiva, ma il livello della performance è stato notevolmente rialzato dalla presenza scenica dei tre e in particolare dalla grande energia del cantante, che non è rimasto fermo neanche un attimo, andando su è giù per lo stage e abbandonandolo in diverse occasioni per raggiungere il pubblico (tra l’altro piuttosto divertito da tale atteggiamento!).

Terminata l’esibizione c’è stato un breve intermezzo con dj set ed è poi arrivato il momento di Gitane DeMone, sicuramente il nome più illustre tra quelli in cartellone, e di conseguenza anche il più atteso. Peccato però che il concerto sia risultato, a mio avviso, il peggiore tra i quattro a cui ho assistito, non tanto per la prova vocale fornita dall’artista statunitense quanto per la noiosità del suo repertorio, più adatto a conciliare una bella dormita che ad altro! La “signora gotica” (o forse dovrei dire “nonna”??) per eccellenza si è presentata sul palco in compagnia della figlia Zara (impegnata alla batteria…), assieme alla quale ha messo su un progetto musicale chiamato Crystelles, e per circa un’ora ci ha deliziato (?) con canzoni pseudo-folk cantautoriali dalle tinte oscure, talvolta caratterizzate da qualche venatura jazz. Inutile dire che la curiosità iniziale si è pian piano trasformata in delusione, e che il fatto che molte delle persone presenti davanti allo stage si siano dileguate man mano che il tempo passava la dice lunga sulla riuscita della performance. Meglio ricordarsi la Gitane dei tempi d’oro (e le cose fatte con i Christian Death), perché quella del 2007 lascia parecchio a desiderare, e non mi pare abbia niente di fondamentale da dire.

The Horrorist

The Horrorist al Decadence, Foto di Grendel

Il terzo concerto della serata è stato senz’altro il più coinvolgente, difatti il newyorkese Oliver Chesler (ossia The Horrorist) ha messo a dura prova l’apparato uditivo dei presenti con la sua techno-dance-noise sparata a volumi altissimi, che ha riscosso grandi consensi tra i “ballerini” più accaniti. Il buon Oliver, inoltre, non è uno di quei tipi che ciondolano sul palco senza sapere che fare e infatti la sua esibizione, oltre che dal punto di vista musicale, mi è piaciuta anche da quello prettamente visivo, dato che il suddetto personaggio ha un approccio aggressivo e ama il contatto con l’audience. Da notare, poi, la mise alquanto anomala per un appartenente all’area electro (indossava addirittura le Converse e i jeans aderenti!!), e che lo faceva assomigliare ad uno della scena emo!!

Al termine dello show lo stage è stato preparato per accogliere Bloody Circus, crew romana specializzata in performance estreme (e, oserei aggiungere, adatte soltanto agli stomaci più forti…), che si è prodotta in ben due “body-suspension” piuttosto spettacolari e cruente. Molto belle anche le sonorità ipnotiche e le luci utilizzate durante le “pseudo-operazioni”, che hanno reso il tutto ancora più assurdo e straniante di quanto già non fosse.

Era molto tardi (credo fossero già le 04.00 passate…) quando è iniziato il quarto concerto in programma, cioè quello deiDetune-X di Stefano Rossello (ma a quest’ultimo, recentemente, si è unito Eric Van Wonterghem, già famoso come membro di Sonar, Insekt e Monolith). Essendo una grande appassionata di rhythmic-industrial noise ho apprezzato parecchio il loro set, e devo dire che questo progetto non ha nulla da invidiare a :Bahntier// (la band principale di Rossello, tra l’altro ben conosciuta anche al di fuori dei confini italiani). Vista l’ora tanti avevano già lasciato il Kindergarten, ma tra i sopravvissuti c’erano diverse persone che, come me, hanno alquanto gradito il sound abrasivo prodotto dal duo, davvero perfetto come epilogo (o quasi…) della serata. A seguire sono saliti sul palco due personaggi (un lui e una lei…) inguainati nel PVC, che hanno proposto una fetish performance visivamente molto intrigante, ma che purtroppo non ho potuto seguire fino alla fine perché per me era ormai giunta l’ora di andar via.

Concludo ribadendo che si è trattato di una serata ben riuscita e divertente, capace di richiamare a Bologna molte persone provenienti da tutto il centro-nord e che, soprattutto, ha rappresentato l’occasione giusta per assistere a spettacoli di vario tipo e adatti un po’ a tutti i gusti. E’ sempre bello avere l’opportunità di partecipare ad eventi del genere, e la speranza è che in futuro ce ne siano sempre di più di questo livello, perché in fin dei conti chi ha detto che la clubbing-culture non può sposarsi con forme artistiche alternative, dando origine a qualcosa di inedito e di interessante?

Bloody Circus

Performance dei Bloody Circus al Decadence, Foto di Grendel

Links:

Decadence: sito ufficiale

All Gone Dead: sito ufficiale

Gitane DeMone: sito ufficiale

The Crystelles @ MySpace

Sito dell’etichetta di proprietà di The Horrorist

Detune-X @ MySpace

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