Die Form

0
Condividi:

Die Form a Vicenza, Foto di Ksenja Laginja

Nel deprimente panorama “oscuro” italiano, la notizia di un concerto dei Die Form a Vicenza ha tutte le carte in regola per essere definita “un evento”. Innanzitutto per la portata storica del duo francese, che quest’anno festeggia i 30 anni di attività (celebrati degnamente con la magnifica raccolta Best of XXX) e poi perché i concerti dei Die Form sono eventi decisamente rari; sono infatti più numerose le esibizioni tenute nel corso dell’ultimo mese, che li ha visti impegnati nel tour dell’Out of Line (loro nuova etichetta), di quelle che hanno avuto luogo negli ultimi cinque anni!

Essendo un estimatore della loro musica e non avendoli mai visti dal vivo (mancano dall’Italia dal 1990) non potevo mancare quindi a questo concerto, che non deluderà affatto le mie aspettative, ma anzi, andrà anche oltre. Una volta tanto il pubblico italiano si dimostra reattivo e non si fa sfuggire l’occasione: un’affluenza più che buona fa da cornice alla serata, per un locale praticamente pieno e, cosa che merita di essere sottolineata, la quasi totalità del pubblico è qui per il concerto (che verrà infatti seguito con attenzione e silenzio dall’inizio alla fine) e non solo per la successiva serata danzante.

L’inizio dello spettacolo era annunciato per la mezzanotte di questa freddissima notte vicentina, ma in realtà i Die Form si presentano sul palco (una rete metallica li separa dal pubblico) con circa venti minuti di ritardo; Philippe Fichot (con maschera d’ordinanza) si piazza dietro i suoi macchinari, mentre Eliane (in tenuta di latex) è sul lato opposto, dietro il microfono; in realtà Eliane apparirà solo dal secondo brano in scaletta, perché per il primo pezzo sul palco troviamo una bravissima ballerina che si esibirà solo su alcuni dei brani in programma.

La sua performance (unitamente ai filmati che vengono proiettati alle loro spalle) costituisce l’arma in più di questo show; se è vero che l’ elettronica intrisa di erotismo del duo francese ha generato nel corso degli anni una lunga sequela di brani molto belli (“Bite of God”, “Silent Order”, “Savage Logic”, “Cantique”, “Slavesex”, “Masochist”, ecc… tutte eseguite stasera, per una scaletta da “greatest hits”), è altresì innegabile che senza l’ausilio delle immagini e delle coreografie danzanti, lo spettacolo risulterebbe ovviamente piatto ed a lungo andare monotono (del resto questo problema affligge la gran parte delle bands elettroniche).

Il potere delle immagini (si passa dalle allusioni piuttosto esplicite che accompagnano “Martyrium” a filmati dai tratti più spiccatamente “erotico-fetish”) e la bravura delle ballerina (da rilevare la sua performance su tutti i brani che l’hanno coinvolta, ma in particolare in “Nature destruction”, completamente nuda con due arbusti tra le mani e nella frenesia della conclusiva “Masochist”) rendono il concerto dei Die Form un’esperienza assolutamente appagante, per un’ora e mezza di show (bis inclusi, richiesti a gran voce) che cattura l’attenzione dello spettatore senza stancare.

Bilancio quindi assolutamente positivo; uno spettacolo che meritava di essere visto ed un gruppo che ha mostrato come e perché ci si guadagna lo status di “leggenda”.

Si ringraziano Giorgio RicciKsenja Laginja per averci concesso l’uso delle loro fotografie.

Die Form a Vicenza, Foto di Giorgio Ricci

Links:
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.