The Horrors

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The Horrors

The Horrors a Torino, Foto di Alfa Gamma

Siamo allo Spazio 211, locale torinese reso celebre negli ultimi anni dai portentosi e variegati act della scena alternativa italiana e internazionale che si sono succeduti sul suo piccolo ma importante palco. Ovviamente sulla lista non avrebbero potuto mancare i britannici The Horrors, che compiono stasera la loro tappa piemontese di questo tardo 2009, per farci assaporare dal vivo il loro secondo lavoro sulla lunga distanza, da poco sul mercato.

Come previsto i cancelli aprono verso le 22, quando già un nutrito gruppetto nerovestito attende al freddo da qualche decina di minuti nel parchetto adiacente, avvolto da una nebbia spettrale che, bisogna dirlo, si addice veramente alla serata. Appena aperte le sue porte, lo Spazio si riempie in fretta. Inutile dire che dentro e fuori dalla rete la voce è corsa in fretta, attirando un pubblico piuttosto eterogeneo: si va da qualche gothic-punk dichiarato (almeno in quanto al look) a non pochi over 40, eterni nostalgici della wave che fu, a sparuti metallari dell’ultimo minuto.

Non si perde tempo e dopo mezz’oretta di dj set aprono già i Gliss, terzetto fautore di un distorto e decadente rock shoegaze dalle atmosfere ruvide e a tratti morbose, con linee vocali non lontane da quelle che hanno fatto la fortuna di Muse, Air e Radiohead. Senza strafare i Gliss sanno stupire una platea forse avvezza a suoni meno fluidi e più ‘orrorifici’, anche grazie al frequente turn-over agli strumenti: precisi, regolari, lineari, suoni ben fatti supportati dalla sempre affidabile amplificazione Orange.

Sono da poco passate le undici e il gruppo lascia il palco ai The Horrors, i cinque protagonisti della serata che dopo un minimo di sound-check fanno il loro ingresso in rigorosa tenuta nera e senza presentazioni di sorta (certo non ne hanno bisogno, direte giustamente voi…), iniziando subito a suonare. Uno dopo l’altro, snocciolano con scioltezza i pezzi di Primary Colours, meno cupi e più psichedelici rispetto a quelli del debutto Strange House ma sempre all’altezza di un gruppo che si era già meritato importanti copertine prima ancora di pubblicare l’album d’esordio, vuoi per il ricercato/trasandato look da odierni cantori dell’ossessivo dark-punk, che da neanche tre anni ci sparano in faccia con orgoglio, o semplicemente per le loro tipiche sonorità semplici ma espressive, che sanno mettere d’accordo due generazioni successive di rockers.

Ciò che colpisce a prima vista dell’esibizione della band di Southend-On-Sea è sicuramente la loro compostezza tutta britannica, che comunque sa esplodere senza preavviso in sfuriate degne del miglior garage-punk dei tardi anni ’70. L’allucinato Faris Badwan (che con il suo aspetto e le sue movenze potrebbe far pensare a un corvo) non sarà Lux Interior ma sul palco ci sa fare alla grande e se accanto a lui Joshua ‘Tird’ Hayward non perde mai il self-control, Tomethy Furse e Spider Webb suonano i loro pezzi in maniera quasi asettica, il primo lanciando qua e là qualche sorriso sornione, il secondo senza degnare di uno sguardo il folto pubblico. Impeccabile Coffin Joe, che non sbaglia nulla.

Poco prima della mezza i cinque lasciano la scena, ma come da copione rientrano quasi subito, per ricordarci i migliori pezzi del primo lavoro, tra cui “Sheena Is A Parasite”, ma purtoppo non la celeberrima “She Is The New Thing”, grande assente nella scaletta degli inglesi. Ma va già benissimo così: del resto il pogo forsennato che era scoppiato con “Count In Fives” e la dirompente “Gloves” aveva già sfiancato i più esagitati e nel complesso la band ha dimostrato di saper dominare il palco senza provocare tafferugli di sorta, fatto non da poco se si considera l’attitudine ‘rissaiola’ dimostrata dai cinque britannici durante le loro esibizioni dal vivo…

The Horrors a Torino 21/11/2009 @ Flickr

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Gliss: sito ufficiale

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The Horrors a Torino, Foto di Alfa Gamma

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