Wumpscut: Siamese

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Ver Sacrum Eccoci al consueto appuntamento primaverile con un nuovo album di Wumpscut. E’ ormai da un po’ di anni che si dibatte sul presunto o reale calo qualitativo delle produzioni di Rudy Ratzinger, l’argomento è ormai trito e ritrito ed ognuno si è fatto la propria opinione in merito, quindi in questa recensione eviterò (o almeno ci proverò) i paragoni con la precedente discografia del progetto tedesco e mi soffermerò su questo Siamese, album tutto sommato apprezzabile, con qualche lampo degno dei bei tempi andati (ecco, ci sto ricascando). L’opener “Falling from Lucifer’s grace”, “Auf wiedersehen in massengrab” e sopratutto la title-track sono brani veramente molto validi, caratterizzati da atmosfere cupe ed opprimenti che alzano il livello di un album che per il resto non entusiasma, ma nemmeno accusa clamorose cadute di tono, proponendoci solo pezzi “normali”, dal piacevole elettro-goth di “Blood stigmata”, alla piu’ ruffiana “Loyal to my hate”, dal blando singolo “Boneshaker baybee”, alle convulsive “Ziribit” e “Bam Bam”. Siamese può quindi essere considerato come una sintesi piu’ o meno riuscita di quanto prodotto da Wumpscut in tanti anni di carriera, un miscuglio di elettro-goth ed industrial, che non entusiasma e che dubito possa far guadagnare nuovi estimatori a Rudy, ma riesce comunque a guadagnarsi la sufficenza ed a soddisfare i fedelissimi di Wumpscut.

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