Swans

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Erano ben tredici anni che gli Swans non suonavano dal vivo, e se devo essere sincero non mi aspettavo di vederli in un locale come il Cyprus Avenue di Cork. Nulla da dire sul locale in sé, che è anzi molto carino e ben strutturato, con un’agolo bar separato da una parete per chi vuole farsi una birra e due chiacchiere senza disturbare troppo chi vuole assistere al concerto, solo che forse non è così grande come ci si può aspettare. Io sono direttamente di fronte al palco, mi basta allungare una mano per raggiungere il microfono.

L’onere di introdurre il gruppo spetta a James Blackshaw, accasato da tempo alla scuderia Young God e autore del recente e non troppo azzeccato All Is Falling. A vederlo dal vivo però l’effetto della sua musica è dirompente, James è un chitarrista dalle incredibili capacità. Sul palco si presenta da solo, proponendo una selezione di brani abbastanza datata e tutti incentrati sulla chitarra, tralasciando quindi gli ultimi lavori dall’impianto più orchestrale. A risentire dal vivo brani come la meravigliosa “The Cloud Of Unknowing” il contrasto con l’ultimo album è ancora più netto, e sono ancora qui a chiedermi il perché di questo cambiamento di percorso. Mi era già capitato di vederlo dal vivo un annetto fa, al Vortex di Londra, e l’ottima impressione che mi fece allora qui è più che confermata. E abbinare in un’unica serata le intricate trame chitarristiche di Blackshaw con il muro di suono degli Swans crea un bel contrasto.

Il concerto degli Swans è introdotto da un lunghissimo drone di una decina di minuti buoni prima che il gruppo salga sul palco e il drone si trasformi lentamente in “No Word / No Thought”, primo pezzo del nuovo album.

Avevo già visto Gira da solista diverse volte e mi ha sempre dato l’impressione di uno che sul palco dà tutto se stesso, scaricando tutta la sua energia. E con la rinnovata forza propulsiva della sua creatura principale, Gira sembra aver guadagnato ancora più energia: sul palco sembra un demone appena rilasciato dalla gabbia, ulula e sbraita nel microfono, rosso in volto, mentre con la chitarra ripete accordi lasciati aperti al feedback e dati in pasto al resto del gruppo.

La selezione dell’ampio catalogo alterna canzoni del nuovo album alternate a classici come “Your Property”, “I Crawled”, “Beautiful Child”.

Grande momento con “Sex, God, Sex”, uno dei brani più potenti di Children Of God e con “My Birth”, uno dei più trascinanti tra i brani nuovi.

Dal vivo i pezzi sono eseguiti tutti in maniera piuttosto diluita rispetto alle versioni su disco, anche “Feel Happiness” ricorda molto la versione già sentita su Swans Are Dead, e il concerto dura un’oretta e mezza abbondante. Nessun bis, dopo una sfuriata del genere non se ne sente neanche il bisogno. E poi, a causa del volume, due monitor sono fried, come dice Gira.

Così come il nuovo album finirà di sicuro nella mia top 5 di fine anno, così anche questo concerto è destinato a finire tra i migliori visti quest’anno.

Avrei voluto ascoltare anche altri pezzi tratti dai vecchi album, ma il catalogo del gruppo è così vasto che sarebbe stato davvero impossibile.

Gli Swans del 2010 sono un gruppo in gran forma. In Italia suoneranno tra qualche settimana, siete avvisati…

TRACKLIST:

No Words / No Thought  –  Your Property  –  Sex, God, Sex  –  Jim  –  I Crawled  –  Beautiful Child  –  My Birth  –  Feel Happiness  –  Eden Prison

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