∆Aimon: Amen

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Sulla carta è l’ennesimo progetto orbitante nella galassia un po’ hip della witch house, ma al di là dei soliti cliché del genere a base di simboli esoterici e piramidi nel nome, in questo EP di sei tracce di sostanza ce n’è, soprattutto perché il ragazzo (???) a differenza degli agli suoi colleghi dimostra di essere cresciuto per lo più a pane e industrial. “Pure” infatti parte con un approccio dark ambient che viene sporcato con beat ultradistorti alla Dälek, giochino che in parte si ripete, più o meno, anche nei brani successivi, ma che funziona più che bene. Carino anche l’effetto della voce sussurrata e calata di parecchie ottave di “Amen”, anche se la chicca del disco è la bella cover di “A Screw (Holy Money)” degli Swans del primo periodo. Il brano, qui riletto secondo le coordinate di cui sopra, rende giustizia alla pesantezza dell’originale, e varrebbe la pena prendere l’EP anche solo per questo brano.

∆Aimon è tra i nomi da appuntarsi quest’anno, in attesa di avere tra le mani qualcosa di più sostanzioso. Nel frattempo continuo a mettere in loop “Open your mouth, here’s your money”.

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