Bęđŧīmĕ Šŧōŗĩėş: Ģăīă

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bedtime-storiesConfesso che in generale trovo la witch house piuttosto monotona e ripetitiva, ma i ßęđŧīmĕ Šŧōŗĩėş sono una grande eccezione, grazie alle ambientazioni cinematiche, alle voci con pathos teatrale e agli intermezzi di piano, suonato magistralmente, che aggiungono emozioni e sfumature ai pezzi.
L’album è un concept, con riferimenti impliciti al nome new age della Terra – qui definita come “Progetto creato da un’entità sconosciuta” – composto da dodici pezzi.

“Rewind” evoca il disorientamento delle anime prigioniere del Samsara: della trasmigrazione tra materia ed etere.
In “Carousel” risalta il contrasto tra la voce straziata ed il background quasi bucolico del pianoforte, il cui ritmo si interrompe spesso, come per rappresentare il corso di una vita, con i suoi cambiamenti, gli alti e bassi e la malinconia di quando si intravede il tramonto.
In “Ghosts” tutto è rarefatto e la voce si fa alta, celestiale, quasi ad enfatizzare che la dimora ideale delle anime è nell’etere e non nella materia.
“Beauty” ha un’ambientazione inframmezzata che pare descrivere lo sconcerto ed il senso di inadeguatezza di fronte alla bellezza assoluta, come la trasposizione in musica della sindrome di Stendhal.
In “Rain” la voce torna lamentosa, come se le gocce di pioggia fossero in realtà lacrime, entità eteriche che cadono dal cielo.
“Ruins” evoca un senso di desolazione e ci lascia immaginare per un istante i sentimenti di un’anima rimasta ancorata alla terra e che vaga senza quiete in luoghi ai quali il tempo che passa ha cambiato fisionomia.
“Grotesque” rappresenta il mondo e le preoccupazioni terrene viste con distacco dall’alto, da dove tutto pare effimero ed inutile, come una corsa affannosa per inseguire delle chimere destinate a svanire in un battito di ciglia.
“Almighty Deities Kissing” emana luce il chiarore di un sentimento puro, disinteressato, eterno, l’amore divino, staccato dalla carne, di due creature che si uniscono non per un effimero momento di piacere ma per vibrare all’unisono e diffondere la loro energia per tutto l’universo.
“Broken heart” idealmente rappresenta la tristezza, l’inadeguatezza di un’anima umana di fronte a sentimenti tanto superiori ed ideali: la malinconia delle anime del Purgatorio.
“Release” fa pensare al desiderio struggente di un’anima di raggiungere uno stadio superiore, con le catene della materia, del karma, che si sciolgono poco a poco di fronte a quella consapevolezza, a quel desiderio di purezza.
“Salvation” è ripetitiva come un mantra sovrastato da una voce angelica, che pare indicare il percorso per l’Ascensione.
“Awake” è lenta, quieta, impercettibile come il tempo là dove diventa infinito ed “io” non è altro che una molecola del Tutto.

Per concludere è un album che suona come un percorso iniziatico e che, a mio avviso, più che “witch” potrebbe essere definito “wiccan o shamanic house” forse, perché quest’album pare il racconto sonoro del viaggio evolutivo di un’anima, dalla sua nascita nella notte dei tempi fino alla sua fusione con l’eterno.

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