Eagulls: Eagulls

0
Condividi:

Il verbo del post-punk non è morto neanche in Inghilterra: ecco che da Leeds arrivano  i giovanissimi Eagulls. I componenti sono  Mark Goldsworthy, Henry Ruddel, Liam Matthews, Tom Kelly e George Mitchell, dei quali ben due sono chitarristi: i ragazzi si rifanno infatti  al filone più vicino al punk e fanno un bel po’ di confusione; basti dire che una delle loro hit, recentemente, è stata una cover del brano dei Killig Joke “Requiem”che hanno reso ancora più veemente, per non dire travolgente. Questo debut-album, che si chiama come loro, contiene dieci tracce scatenate, molte delle quali letteralmente ‘hardcore’, sulle orme di band come i danesi Iceage di cui, tempo fa,  abbiamo ascoltato  il secondo album. Il frontman Mitchell, poi, non si risparmia, avendo optato per uno stile ‘forsennato’ che manda a gambe all’aria molti moderni adepti del synth-pop più ‘patinato’. La prima traccia è “Nerve Endings”, perfetta illustrazione dell’atmosfera rabbiosa ed avvelenata che pervade tutto il disco: qui si nota che i Killing Joke rappresentano ben più che una somiglianza casuale; dal fatto, poi, che il video girato per il brano mostri quasi sempre un cervello di suino in decomposizione si possono trarre le debite conclusioni. Subito dopo “Hollow Visions” attacca con note di basso ben incisive e poi affida alla chitarra tutta la sua aggressività, mentre la voce di George Mitchell continua a ‘spazzare’ il mondo circostante. “Yellow Eyes” con il suo andamento in crescendo  è, a mio avviso, uno degli episodi migliori e poi “Tough Luck” sembra quasi ammorbidire e smussare i toni più sferzanti a favore di un sound più omogeneo e lineare, tuttavia parlare di melodia orecchiabile sarebbe davvero eccessivo. Il singolo “Possessed” è una carica di pura adrenalina punk unita ad un giro di chitarra shoegaze: proprio notevole. Notevole ancora “Footsteps”, più ‘pigra’ nel ritmo ma più familiare nel suono wave del basso; per finire voglio menzionare soltanto la conclusiva “Soulless Youth” caratterizzata, oltre che dalla consueta energia, anche da alcuni passaggi dissonanti ed ipnotici in cui le chitarre vengono davvero ‘maltrattate’ fino a ‘spegnersi’ con tutto il resto nel bizzarro finale. Dopo si consiglia una camomilla…

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.